Author Archives: Sr Elena B

20 giugno 1959 – 2019

Category : Vita di famiglia

Auguri, cara e bella Famiglia religiosa… Auguri per i tuoi 60 anni di approvazione pontificia.

Fare memoria di questo evento di Grazia vuol dire riconoscere la bellezza, la vitalità e l’attualità del nostro Carisma; significa impegnarci a camminare sulla strada già percorsa da San G. Cottolengo e che la Chiesa ha riconosciuto come Via alla santità; significa acclamare all’Amore provvido di Dio Padre e “narrare la Sua gloria” (Sl 19).

Significa ricordare, con animo orante e grato, tutte le Sorelle cottolenghine di Vita Apostolica e Contemplativa che hanno vissuto il Carisma di San G. B. Cottolengo ancora prima di tale evento e di coloro che si sono adoperate per il raggiungimento di tale riconoscimento: i loro nomi e volti, riportati negli annali della nostra Famiglia religiosa e di cui facciamo cara memoria, sono scritti nel cuore di Dio.

La nostra storia ha una ricchezza di fede, speranza e carità perchè nata dal cuore, aperto alla Grazia di Dio e al grido dell’umanità sofferente, del nostro Padre Fondatore; una storia che continua grazie al “Si” generoso di tante Sorelle che nell’oggi e nei diversi Continenti in cui siamo presenti, vivono con decisione e passione lo stesso Carisma, da giovani che si aprono a questa scelta attratti sempre dal “Caritas Christi urget nos” e da Laici che, conquistati dalla nostra spiritualità, si impegnano a testimoniarla là dove vivono ed operano.

Dopo 185 anni di fondazione e 60 anni di approvazione pontificia, siamo ancora a cantare il cottolenghino Deo Gratias perché riconosciamo che tutto è opera di Dio. Con Maria eleviamo il nostro Magnificat e al Signore, per intercessione del nostro Fondatore, chiediamo che la freschezza che viene dal senso vivo della grandezza di ciò che ci è stato donato all’inizio, ci sostenga per vivere l’oggi con passione, aperte a ciò che la Divina Provvidenza ha ancora in serbo per noi sue Figlie. Deo Gratias!


50° di Vita Consacrata

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Grande festa per 22 nostre sorelle che si sono ritrovate a Roma per celebrare il giubileo dei loro 50 anni trascorsi dalla prima professione religiosa. Continua a leggere su www.cottolengo.org

Vai al servizio di Radio Vaticana: S. Messa in Santa Marta del 10 maggio 2019 alla quale hanno partecipato le nostre sorelle.


Da Miami… a Washington

Category : Eventi

Dopo l’entusiasmante esperienza vissuta a Roma l’anno scorso, il Coro delle Campane del “Marian Center” di Miami – in Florida – approda a Washington e nella mattinata di mercoledì 24 aprile si esibisce nella grande e bellissima Basilica Shrine dell’Immacolata Concezione, nella Capitale americana e nel pomeriggio presso il “Jeanne Jugan  Residence”, un Centro per anziani tenuto dalle Piccole Sorelle dei poveri.

Proprio un anno fa, nell’aprile 2018, in occasione del 55° Anniversario di fondazione del “Marian Center”, il Coro si era esibito a Roma, alla presenza di Papa Francesco e dei numerosi pellegrini che gremivano Piazza S. Pietro. Un’esperienza indimenticabile per i ragazzi, gli educatori, i familiari e per le stesse nostre Sorelle che accompagnavano il gruppo e che è servita, a quanto pare, a “scaldare i motori” per intraprendere una nuova ed entusiasmante performance: quella che stanno vivendo in questi giorni.

Il Coro delle Campane del Marian Center è il “fiore all’occhiello” delle tante e significative attività educative proposte agli studenti del Centro che accoglie persone, in età scolare e non, affette da sindrome Down e da altre disabilità intellettive. Auguriamo ai nostri bravi ed appassionati coristi che, da questa ulteriore esperienza, possano “inventare” e “trovare” nuove occasioni per diffondere la cultura del bello, la passione della musica come vie per esperienze di inclusione, di amicizia e di bene.


Volontari… a Pinasca

Category : Eventi

Lunedì 29 aprile 2019, vigilia della festa del nostro Santo, un bel gruppo di Volontari che operano nella Casa Cottolengo di Pinasca si sono ritrovati per un momento di festa e di gioia, ma anche di riflessione e di confronto. All’incontro, oltre alle Suore della casa erano presenti sr. Mirella, Vice-Madre e Madre Elda che ha tenuto l’incontro formativo. Nel suo intervento Madre Elda ha sottolineato il senso dell’essere volontario e volontario cottolenghino e ha ringraziato per il prezioso servizio che svolgono a favore degli Ospiti della Casa. Infatti, la loro presenza è un dono di amicizia e di condivisione; un dono condiviso, che arricchisce chi riceve e chi dona.

Dopo l’intervento di Madre Elda c’è stato lo spazio per un momento di fraterna condivisione e di dialogo aperto e sincero riguardo alle gioie vissute nei vari momenti dell’anno, ai desideri che ardono nel cuore circa iniziative e proposte che si vorrebbero attuare ed anche alcune inevitabili fatiche che si incontrano….perchè la vita è fatta così: di desideri che fanno camminare, di gioie che ritemprano e di fatiche che non bloccano l’impegno e non soffocano la motivazione, ma fanno pensare e riflettere per compiere ulteriori passi.

Al termine della mattinata, prima del pranzo, è stato premiato il Volontario “più anziano”, come presenza storica della e nella Casa Cottolengo di Pinasca. Auguriamo ai carissimi amici-volontari di Pinasca un proficuo lavoro nella condivisione, nell’impegno sereno di carità e di solidarietà.


Triduo Santo alla Piccola Casa

Messa in Coena Domini – Omelia di Padre Carmine Arice – Testo

Celebrazione del Venerdì santo – Omelia di Padre Carmine Arice – Testo

Veglia Pasquale – Omelia di Padre Carmine Arice – Testo



La Pastorale nella Piccola Casa

“Passi concreti per un cammino di progettazione”.

È questo il tema del Corso di approfondimento per i referenti per la pastorale e loro collaboratori nelle case cottolenghine tenutosi nei giorni di venerdì 29 e sabato 30 marzo 2019 presso la sala “Beato don Paleari” del Seminario della Piccola Casa di Torino.

La dimensione pastorale, nelle realtà cottolenghine, ha sempre avuto un significato e uno spazio privilegiato, ma nel contesto attuale e per i mutamenti socio-culturali in atto, non può essere data per scontata. Padre Carmine, nell’introdurre i lavori delle due giornate, ha ribadito che la Pastorale deve essere sempre più a servizio del senso della vita della persona e quindi degli anziani, dei poveri che ospitiamo e accostiamo nelle molteplici realtà carismatiche cottolenghine.

La nostra Mission ha una parola da dire all’uomo d’oggi proprio perché, come ebbe a dire Papa Francesco il 21 giugno 2015, “la Piccola Casa non è opera di filantropia, ma di Vangelo”.

Due le relazioni, complementari tra loro, che hanno caratterizzato le due giornate di riflessione e a seguito delle quali è stato possibile lavorare, poi, a piccoli gruppi. La prima relazione è stata tenuta dalla dott.ssa Simonetta Magari – Direttore Sanitario del Centro di Riabilitazione “S. Giuseppe” Opera don Guanella di Roma che ha parlato sul tema della “Qualità della vita e cura pastorale della persona con disabilità”.

A partire dalla propria competenza professionale e dal proprio vissuto lavorativo – esperienziale, la Relatrice ha evidenziato l’importanza che ha, non solo nella dimensione clinica, ma anche in quella pastorale, il partire dalla centralità della persona e il costruire ed intessere con essa una relazione significativa.

Perchè un Progetto pastorale non sia avulso dalla realtà, ma risponda ai reali bisogni esistenziali e, quindi, di senso, è importante che rispetti i percorsi di vita di ogni singola persona a cui è rivolta la nostra azione di cura integrale, la propria individualità, i propri tempi perché ciascuno si senta accolto, amato, rispettato e compreso nella propria unicità e rispettato nelle proprie capacità.

Don Paolo Boggio, Direttore dell’Ufficio Pastorale cottolenghino, nella sua relazione ha affrontato nello specifico i passi concreti da attuare per avviare un cammino di progettazione pastorale nelle diverse Case cottolenghine.


Formazione in Kenya

Category : Formazione

Dal 22 al 24 marzo  a Nairobi in Casa Delegazione si è tenuto il Seminario per le juniores di Vita Contemplativa e Vita Apostolica con le seguenti tematiche: “La spiritualità del servizio Cottolenghino”, relatrice Sr. Loredana Serena e “La conoscenza spirituale e psicologica di sè per una trasformazione”, relatore Padre Sahaya Selvam, Salesiano.


Laici Aggregati a Miami

Category : Laici Aggregati

Venerdì 22 Marzo durante la Celebrazione Eucaristica al Marian Center, due Aggregate all’Associazione Laici Aggregati alla Congregazione Suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, Elena DiCiccio e Daisy Lofranco hanno emesso la loro Promessa.

Presenti alla Celebrazione le Consigliere generali Sr Nicoletta Arrivabene e Sr Rosella Busnelli in visita alle comunità della Florida.

L’amore del Padre, la fedeltà del Figlio e la Gioia dello Spirito Santo,custodiscano il desiderio di Elena e Daisy e lo rendano fecondo di bene e di amore in ogni giorno della loro vita.


Formazione a Druento

Category : Formazione

Si è svolta nella giornata di sabato 17 marzo 2019, presso la Casa di Spiritualità “Mater Unitatis” di Druento (TO) la Giornata Formativa per le Sorelle fino al 35° anno di Professione religiosa.

La giornata ha visto il suo avvio con la Santa Messa e a seguire la relazione di don Roberto Repole, Sacerdote e Teologo della Diocesi di Torino, sul tema della Santità in riferimento alla Esortazione Apostolica di Papa Francesco “Gaudete ed Exultate”.

“La chiamata alla santità non rientra nello straordinario della vita cristiana, ma è la chiamata dei cristiani in quanto tali, secondo le modalità di ciascuno. I modi e le forme in cui si vive questo cammino sono diversi quanti sono i singoli cristiani/e e non in riferimento agli stati di vita: religioso, laicale, clericale”.

Don Repole, ha cercato di approfondire il tema dell’incontro a partire da una visione ecclesiale della Chiesa come Mistero all’interno della quale è possibile capire la bellezza della chiamata alla santità.

“La Chiesa è mistero non perché è qualcosa che non si può capire con la nostra ragione o qualcosa che per ora non possiamo capire. Per la Scrittura, mistero è il disegno e il progetto eterno di Dio di salvare l’umanità. In questo senso si può dire che il mistero per eccellenza è Gesù Cristo: poiché è in Lui che Dio salva l’umanità e il mondo. La Chiesa è mistero in quanto è frutto dell’azione di Gesù, è legata a Lui e Lo trasmette nel mondo”.

La Parola Mistero ha poi diverse accezioni e sfumature:

“La Chiesa è mistero in quanto è pensata prima della creazione del mondo stesso; ed è destinata a vivere oltre la fine del mondo. Da questo punto di vista si può dire che essa coincide con il Regno di Dio, con il grande progetto di Dio di uomini e donne in piena comunione con Lui e tra di loro”.

“La Chiesa è mistero perché, con le bellezze e i limiti che sono sotto i nostri occhi, con le sue  pagine di storia di santità e altre segnate dal peccato…questa Chiesa concreta è tale perché è abitata da Dio. Dallo Spirito Santo, che unisce e distingue i credenti tra di loro; dal Figlio, che sempre le dà forma; dal Padre, che guida verso un destino che riguarda, non solo i cristiani, ma tutta l’umanità”.

Durante la seconda parte della mattinata don Repole ha affrontato il tema della Chiesa, popolo di Dio.

“La Chiesa è mistero che si realizza nella storia: e in quanto tale è il popolo di Dio definitivamente radunato da Cristo e in Cristo”.

Ma tutto questo discorso fa sorgere un interrogativo: “A che serve la Chiesa?”.

“Per rispondere bisogna guardare al grande “sogno di Dio” che è quello della piena comunione degli uomini tra di loro e con Dio stesso. Questo sogno ha inizio dal piccolo, con la elezione di qualcuno che liberamente aderisca a Dio e a questo progetto che, pur nella sua piccolezza, ha già in sé una prospettiva universale”.

Don Repole, a questo punto, ha parlato di Chiesa come “sacramento, cioè come segno del destino di salvezza che riguarda tutti gli uomini e come strumento attraverso cui Dio continua a salvare tutta l’umanità” Questa salvezza è la definitiva comunione degli uomini con Dio e in forza di ciò, della comunione degli uomini tra di loro”.

Il nostro Relatore ha messo in guardia da un possibile errore in cui possiamo cadere e precisamente quello di pensare che la salvezza sia per pochi.

“Non soltanto quelli che fanno parte della Chiesa si salvano; ma tutti quelli che si salvano, si salvano in relazione e per la mediazione della Chiesa. Dio concede a tutti di essere messi in rapporto con Cristo che salva”. L’identità profonda della Chiesa è il corpo di Cristo animato, vivificato dalla presenza dello Spirito Santo; è una identità relativa, cioè in relazione a Gesù. Non si può parlare di Chiesa senza parlare di Cristo che le dà forma”.

“La Chiesa è la fraternità di coloro che appartengono a Gesù Cristo, di coloro che credono in Lui, l’unigenito che si è fatto il primo dei nostri fratelli. Ciò che ci accomuna è fondamentale rispetto alle diversità. Tutti siamo fratelli in Cristo. Prima ancora di qualunque ruolo e compito specifico nella Chiesa, abbiamo tutti la stessa dignità e corresponsabilità nella missione della Chiesa”.

Con il battesimo tutti quanti siamo “sacerdoti, re e profeti” e se è vero che tutti siamo uniti dalla appartenenza al popolo di Dio è anche vero che questa unità implica delle diversità.

“Perché nella Chiesa esistono i ministeri ordinati? Per richiamare simbolicamente a tutti che noi non saremmo credenti se non fossimo fedeli a quel Cristo Gesù incarnato, morto e risorto 2000 anni fa. Essi sono il segno della stabilità della Chiesa, ovvero che la Chiesa è radicata in quel Gesù che hanno conosciuto gli apostoli.

Perché nella Chiesa esistono i laici? Essi richiamano simbolicamente a tutti noi che non saremmo Chiesa se non fossimo in dialogo profondo col Cristo risorto che attraverso di noi, in noi, con noi continua ad abitare le realtà di questo mondo e a trasfigurarla.

E perché c’è la vita religiosa? Per richiamare a tutta la Chiesa che noi non saremmo Chiesa se non fossimo in continua attesa della venuta ultima di Gesù Cristo. I religiosi ci sono per ricordare a tutti che, tutti, siamo in cammino verso la venuta ultima e definitiva di Gesù, siamo in attesa.

A conclusione del proprio intervento, don Repole ha voluto sottolineare come “Ciascun cristiano, nella sua particolare vocazione, è chiamato ad assumere la forma di Cristo attraverso il cammino della carità che è via alla santità; è chiamato a lasciarsi fare, plasmare dallo Spirito per assumere la forma di Cristo che si è donato al Padre e a noi. Così anche la nostra vita ha questa duplice direzione: l’amore a Dio e ai fratelli”. Una giornata intensa nella quale non sono mancati momenti di fraternità e di distensione che hanno rafforzato il vincolo fraterno tra noi Sorelle. Deo gratias!


La Vergine di Oropa pellegrina…

Category : Vita di famiglia

Madre Elda e Padre Carmine si sono recati in visita alla Piccola Casa di Biella, per pregare la Vergine di Oropa in occasione della sosta del suo pellegrinaggio in terra biellese.

Nella Chiesa gremita di gente biellese, degli anziani e disabili residenti al Cottolengo e di un bel gruppo di giovani volontari della diocesi, i Superiori, con tutti i cottolenghini in Biella hanno pregato e affidato la Chiesa e la Piccola Casa di tutto il mondo alla sua materna protezione come sempre faceva San G.B. Cottolengo.


Frase del Santo

L’allegria non ha mai guastato la santità