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“Custodite dall’Amore per adorare e servire…” – Provincia Torino –

Category : Vita di famiglia

Continua l’ascolto delle sorelle da parte di Madre Elda e delle consigliere nelle comunità della Provincia di Torino.

Cuneo-Paschera, Celle

Anche se molto tempo lo trascorriamo “in casa”, siamo sempre una comunità in uscita perché tante persone vengono ogni giorno per visitare i loro parenti….A loro diamo un sorriso, l’accoglienza semplice e cordiale, una parola di conforto e un consiglio, il tempo per il dialogo e l’ascolto.

Nell’anzianità è importante riconoscere il valore della preghiera per gli altri, così come l’offerta delle sofferenze, delle fatiche e continuare il dono di noi stesse a Dio.

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1° incontro a Torino (Mappano, Cuorgnè, Alba, Bra, Giaveno, S. Vincent, Orbassano, Brusasco, Casa Miriam, S. Pietro, Casa Emmaus, Madonna delle Grazie, Casa Betania)

Il bisogno maggiormente sentito oggi è sicuramente l’ascolto. Con i parenti che vengono a visitare i loro cari, abbiamo un vasto campo di evangelizzazione.

Parliamo di come trasmettere lo “stile” cottolenghino ai nostri collaboratori… non imponiamoci in modo forte su aspetti banali e marginali, trascurando invece ciò che è essenziale e se facciamo qualche servizio, facciamolo con stile cottolenghino che si veda, …si trasmette anche e soprattutto per osmosi.

Sono “orgogliosa” di essere anziana…vengono meno gli spazi di servizio, ma sono sempre suora cottolenghina. La testimonianza di una suora cottolenghina è sempre comunicazione del Vangelo di Carità…Vivo una realtà diversa, limitata, ma non limitante…. ho nel cuore il desiderio che la forza creativa e la vitalità profetica del nostro Carisma si sviluppi sempre più.

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Biella

Sacrificare l’essere efficaci per essere efficienti non è la nostra missione….noi evangelizziamo attraverso ciò che siamo.

La realtà del Monastero è un valore aggiunto alla nostra presenza e testimonianza in terra biellese. Molte persone si recano in Monastero per trovare consolazione e conforto nella preghiera e nell’ascolto che ricevono dalle nostre Sorelle claustrali.

Gli operatori laici sono importanti nelle nostre case …

Come noi religiose/i, anche i nostri dipendenti e collaboratori hanno bisogno di formazione, anche se ciò è difficile a causa del repentino avvicendamento del personale.

Le nostre stesse Sorelle anziane ed inferme sono tra coloro che hanno più bisogno di essere ascoltate; hanno bisogno di qualcuno che stia loro vicino.

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Comunità SS. Trinità

Ci è chiesto, nel nostro servizio, una diversa e per certi aspetti nuova  modalità di presenza; non dobbiamo essere preoccupate  del successo, non possiamo più pensarci “padrone” del servizio; il nostro successo è la testimonianza di perdono, di misericordia, di pazienza, di stare insieme volendoci bene e volendo bene.

Non sempre il personale è attento alle esigenze spirituali delle Sorelle malate…; spesso prevale l’espletamento dei servizi più che l’attenzione al fatto che c’è la preghiera, la S. Messa…, ma forse non sono stati neanche stati ben informati.

Ringrazio il Signore per tutto ciò che ho ricevuto nel passato e che ricevo ancora oggi; Lui mi aiuta e io sento che mi accompagna ….

A volte ci sono delle difficoltà che offro unita al Signore e così, in Cristo, partecipo alla salvezza del mondo.

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Moncalieri

Dai laici io sto imparando molto… apprezzo la loro pazienza nel rispettare i tempi di movimento di ciascuna delle sorelle anziane e l’impegno che mostrano nel soddisfare i loro piccoli o grandi bisogni.

Anche se anziana, posso fare ancora qualche piccolo servizio alle Sorelle più malate di me che sono Gesù…poi la preghiera è la mia missione ed è la forza per prepararmi all’unica cosa essenziale: l’incontro con Gesù.

Ho sofferto a lasciare il servizio, ma qui posso continuare ad amare, pregare e offrire: questa è la missione che vivo oggi con Gesù.

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Chieri

Ringrazio il Signore che mi chiama all’esperienza dell’anzianità e del vivere con le Sorelle ammalate.

Io sono serena e mi trovo bene in questa comunità….. Siamo Sorelle anziane….la nostra è una comunità che prega e le Sorelle mi aiutano a pregare.

La mia missione è fare qualsiasi piccola cosa, anche solo un sorriso.

Io sono contenta dei laici che ci aiutano e ci servono…Sono gentili, mi salutano sempre e bene….Anche loro sono contente di stare con noi suore.

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Pinerolo, Pinasca, Barge e Sanfront

È difficile andare a riposo… personalmente mi è costato molto …vivo la preghiera ed offro.

Sono una Suora in uscita attraverso la preghiera per tutti …le mie consorelle mi insegnano tanto: la pazienza, il sacrificio.

Dobbiamo avere una visione ottimista, in confidente abbandono alla Provvidenza Divina. Noi sorelle anziane non siamo inutili. Per noi la missione continua con una nuova modalità di amare i poveri.

È importante la formazione sia professionale che carismatica dei laici.

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Casa Betania

Voglio ringraziare il Signore per questo tempo di “calma”…prima ero sempre di corsa, ora mi è data la possibilità di poter coltivare maggiormente le relazioni con le Sorelle e con il Signore, nella preghiera.

Ringrazio il Signore che mi ha chiamata a servirlo nei poveri. Ho sempre lavorato bene con tutte le Consorelle, i volontari e i laici…ho sempre rispettato la loro persona e il loro ruolo.

Io devo ancora prepararmi ad accettare l’inattività perché spesso penso ai poveri …e mi mancano. Poi ringrazio il Signore per questo tempo che mi dona perché io passi dal fare all’essere e prepararmi all’incontro con Lui.

Nella vita di ognuno ci sono alti e bassi, ma mi sono sempre trovata a cantare il Te Deum perché la mia vita non l’ho programmata io, ma il Signore: è Lui che la porta avanti e io mi fido di Lui.

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Madonna delle Grazie

La nostra testimonianza è fatta di gesti quotidiani e semplici: lo stare accanto ai malati per ascoltarli e portare loro la consolazione di Gesù, dare indicazioni e accompagnare il paziente all’ambulatorio richiesto…è il nostro essere presenza.

Il rispetto delle leggi ci aiuta anche a rendere concreto il Carisma…ci aiutano a metter al centro la persona.

A volte riesco a vedere il positivo, altre volte fatico a capire dove stiamo andando come Piccola Casa, come cottolenghini!

Pensandomi anziana, vorrei che si facesse qualcosa di più per le Sorelle a riposo…che abbiano attività ed interessi che li stimolino.

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Cuor di Maria, Emmaus, Cottolengo

Non sono mai andata in corsia per il ruolo, ma per essere una presenza che porta Gesù ai malati. Ciò che conta per me è vivere la carità con chi mi è accanto: le sorelle e i poveri.

Il grido del povero nella Piccola Casa è quello di Gesù Eucarestia nel tabernacolo che è spesso solo. Lui ci dice”venite a me voi che siete affaticati ed oppressi”.

Come ascolto il grido del povero? Cerco di rispondere da sola ai loro bisogni senza collaborare con Dio? Li porto a Gesù?

Per essere una suora cottolenghina non serve il ruolo, serve l’essere sorella e madre, serve la capacità di relazione. La Piccola Casa è di coloro che l’abitano: i poveri, i religiosi e i laici.

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Madre Nasi

Sento che le forze diminuiscono, ma ciò che resta importante è il valore della consacrazione che non è fare, ma essere.

È importante avvicinarci ai fratelli, specie ai malati, con umanità perché la sofferenza trova senso solo se accompagnata. La sofferenza non è mai vana e attraverso vie sofferte e molto personali alcuni cercano e trovano la fede.

La presenza nei reparti accanto agli ospiti e alle sorelle anziane è importante e preziosa.

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Annunziata

La Piccola Casa dovrebbe aprirsi anche alla cura delle malattie mentali.

Quando ascolto i bisogni degli ospiti, quando li accompagno nell’ultimo tratta di vita e con loro i propri parenti, vivo il mio essere “in uscita”.

Comunità Cottolengo

“Essere in uscita” vuol dire, per me, vivere in uscita da me stessa, uscire dai miei comodi, andare verso gli altri, cercare il loro bene.

Porto nel cuore una domanda: come Congregazione andiamo di più verso la gestione delle opere o verso la vitalità della spiritualità cottolenghina? Non abbiamo molti religiosi preparati per certi ruoli di direzione e a fronte dei tanti laici che collaborano con noi nelle nostre opere è importante che siamo carismaticamente e spiritualmente preparate per trasmettere loro un solido fondamento carismatico.

Auspico una sempre maggiore collaborazione tra religiosi, laici e tra le diverse Direzioni per discernere le risposte da dare alle nuove sfide.

Sento che dobbiamo prenderci maggior cura dei nostri volontari…Anche per loro sta avvenendo un processo di cambiamento sul loro essere presenti accanto ai nostri ospiti ed hanno bisogno di essere accompagnati e sostenuti.

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2° incontro a Torino (Viù, Alba, Bra, S. Vincent, Casa Betania, Casa Esercizi, Annunziata, Casa Formazione)

Sono contenta del servizio che la Provvidenza mi ha dato…cerco di vedere nelle persone povere la bellezza che sono e Gesù che è in loro.

La Provvidenza mi ha chiesto di andare in parrocchia. Sto vivendo una bella esperienza di chiesa e di evangelizzazione…la gente ha bisogno di vedere che le suore ci sono ancora ….

Queste giornate per me sono un richiamo a rivedere il mio servizio verso i poveri che per me sono le sorelle anziane…per loro basta un sorriso, un saluto, una attenzione. – Il Carisma cottolenghino è vivo …dentro di noi c’è una lampada accesa. La Piccola Casa sta rispondendo a varie emergenze: quella abitativa, educativa….I laici che sono con noi da tempo riconoscono la significatività dei religiosi…chi è nuovo va accompagnato, bisogna “prendersene cura”. La presenza di una sorella in una corsia, in struttura è importante per custodire il carisma


Madre Elda augura buon anno!

Category : Vita di famiglia

Carissime sorelle e carissimi fratelli della Famiglia carismatica cottolenghina,
mentre il cuore di noi membri della Famiglia cottolenghina è ancora traboccante di gratitudine a Dio Padre per l’anno terminato denso di grazie e di benefici, tutto dono della Divina Provvidenza, il nostro animo dà accoglienza all’Anno Nuovo 2020 con speranza, fiducia, gioia e pace! Deo gratias! Continua a leggere…


Un secolo lungo

Category : Eventi

È questo il titolo della Mostra organizzata dall’Associazione “Comitato S. Martino” ed inaugurata, sabato 09 novembre 2019 a Bovisio Masciago (MB), in occasione della festa patronale 2019 a ricordo dei 110 anni di presenza delle Suore di San Giuseppe B. Cottolengo in Parrocchia e nella Scuola dell’Infanzia del paese.

Le nostre Sorelle erano arrivate nel 1909 e, in tutti questi anni, si sono dedicate all’educazione dei bambini, assumendo diversi incarichi sia in parrocchia che in oratorio: come catechiste, come Ministre straordinarie dell’Eucarestia, portando la consolazione del Signore agli ammalati, il conforto e l’aiuto materiale alle famiglie in difficoltà sempre in collaborazione con la Caritas parrocchiale. Prezioso è stato il tempo donato all’ascolto e alla vicinanza alle diverse persone che venivano dalle Suore a confidarsi e/o a trovare una parola di conforto, una luce nelle difficili situazioni esistenziali da affrontare: sono state una testimonianza di fede per tutti, in particolare per i giovani che accostavano.

In questo arco di tempo, ben 6 generazioni hanno beneficiato della presenza delle suore, operosa e generosa sino all’agosto 2019 quando le Suore lasciano definitivamente  il Paese. L’affetto e la generosa donazione profuse all’intera popolazione di Bovisio Masciago dalle nostre Suore, non saranno dimenticati: questa bella Mostra ne è veramente il segno tangibile.



Giovani all’Angelus

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Le giovani in formazione a Roma all’Angelus di Papa Francesco.

Al minuto 22 il saluto del Papa indirizzato a loro…

” Saluto le Suore e le giovani in formazione dell’Istituto di San Giuseppe Benedetto Cottolengo. Grazie! Grazie per la vostra testimonianza! Grazie per quello che fate e per quello che ci insegnate; avanti, avanti! …”


20 giugno 1959 – 2019

Category : Vita di famiglia

Auguri, cara e bella Famiglia religiosa… Auguri per i tuoi 60 anni di approvazione pontificia.

Fare memoria di questo evento di Grazia vuol dire riconoscere la bellezza, la vitalità e l’attualità del nostro Carisma; significa impegnarci a camminare sulla strada già percorsa da San G. Cottolengo e che la Chiesa ha riconosciuto come Via alla santità; significa acclamare all’Amore provvido di Dio Padre e “narrare la Sua gloria” (Sl 19).

Significa ricordare, con animo orante e grato, tutte le Sorelle cottolenghine di Vita Apostolica e Contemplativa che hanno vissuto il Carisma di San G. B. Cottolengo ancora prima di tale evento e di coloro che si sono adoperate per il raggiungimento di tale riconoscimento: i loro nomi e volti, riportati negli annali della nostra Famiglia religiosa e di cui facciamo cara memoria, sono scritti nel cuore di Dio.

La nostra storia ha una ricchezza di fede, speranza e carità perchè nata dal cuore, aperto alla Grazia di Dio e al grido dell’umanità sofferente, del nostro Padre Fondatore; una storia che continua grazie al “Si” generoso di tante Sorelle che nell’oggi e nei diversi Continenti in cui siamo presenti, vivono con decisione e passione lo stesso Carisma, da giovani che si aprono a questa scelta attratti sempre dal “Caritas Christi urget nos” e da Laici che, conquistati dalla nostra spiritualità, si impegnano a testimoniarla là dove vivono ed operano.

Dopo 185 anni di fondazione e 60 anni di approvazione pontificia, siamo ancora a cantare il cottolenghino Deo Gratias perché riconosciamo che tutto è opera di Dio. Con Maria eleviamo il nostro Magnificat e al Signore, per intercessione del nostro Fondatore, chiediamo che la freschezza che viene dal senso vivo della grandezza di ciò che ci è stato donato all’inizio, ci sostenga per vivere l’oggi con passione, aperte a ciò che la Divina Provvidenza ha ancora in serbo per noi sue Figlie. Deo Gratias!


50° di Vita Consacrata

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Grande festa per 22 nostre sorelle che si sono ritrovate a Roma per celebrare il giubileo dei loro 50 anni trascorsi dalla prima professione religiosa. Continua a leggere su www.cottolengo.org

Vai al servizio di Radio Vaticana: S. Messa in Santa Marta del 10 maggio 2019 alla quale hanno partecipato le nostre sorelle.


Da Miami… a Washington

Category : Eventi

Dopo l’entusiasmante esperienza vissuta a Roma l’anno scorso, il Coro delle Campane del “Marian Center” di Miami – in Florida – approda a Washington e nella mattinata di mercoledì 24 aprile si esibisce nella grande e bellissima Basilica Shrine dell’Immacolata Concezione, nella Capitale americana e nel pomeriggio presso il “Jeanne Jugan  Residence”, un Centro per anziani tenuto dalle Piccole Sorelle dei poveri.

Proprio un anno fa, nell’aprile 2018, in occasione del 55° Anniversario di fondazione del “Marian Center”, il Coro si era esibito a Roma, alla presenza di Papa Francesco e dei numerosi pellegrini che gremivano Piazza S. Pietro. Un’esperienza indimenticabile per i ragazzi, gli educatori, i familiari e per le stesse nostre Sorelle che accompagnavano il gruppo e che è servita, a quanto pare, a “scaldare i motori” per intraprendere una nuova ed entusiasmante performance: quella che stanno vivendo in questi giorni.

Il Coro delle Campane del Marian Center è il “fiore all’occhiello” delle tante e significative attività educative proposte agli studenti del Centro che accoglie persone, in età scolare e non, affette da sindrome Down e da altre disabilità intellettive. Auguriamo ai nostri bravi ed appassionati coristi che, da questa ulteriore esperienza, possano “inventare” e “trovare” nuove occasioni per diffondere la cultura del bello, la passione della musica come vie per esperienze di inclusione, di amicizia e di bene.


Volontari… a Pinasca

Category : Eventi

Lunedì 29 aprile 2019, vigilia della festa del nostro Santo, un bel gruppo di Volontari che operano nella Casa Cottolengo di Pinasca si sono ritrovati per un momento di festa e di gioia, ma anche di riflessione e di confronto. All’incontro, oltre alle Suore della casa erano presenti sr. Mirella, Vice-Madre e Madre Elda che ha tenuto l’incontro formativo. Nel suo intervento Madre Elda ha sottolineato il senso dell’essere volontario e volontario cottolenghino e ha ringraziato per il prezioso servizio che svolgono a favore degli Ospiti della Casa. Infatti, la loro presenza è un dono di amicizia e di condivisione; un dono condiviso, che arricchisce chi riceve e chi dona.

Dopo l’intervento di Madre Elda c’è stato lo spazio per un momento di fraterna condivisione e di dialogo aperto e sincero riguardo alle gioie vissute nei vari momenti dell’anno, ai desideri che ardono nel cuore circa iniziative e proposte che si vorrebbero attuare ed anche alcune inevitabili fatiche che si incontrano….perchè la vita è fatta così: di desideri che fanno camminare, di gioie che ritemprano e di fatiche che non bloccano l’impegno e non soffocano la motivazione, ma fanno pensare e riflettere per compiere ulteriori passi.

Al termine della mattinata, prima del pranzo, è stato premiato il Volontario “più anziano”, come presenza storica della e nella Casa Cottolengo di Pinasca. Auguriamo ai carissimi amici-volontari di Pinasca un proficuo lavoro nella condivisione, nell’impegno sereno di carità e di solidarietà.


Triduo Santo alla Piccola Casa

Messa in Coena Domini – Omelia di Padre Carmine Arice – Testo

Celebrazione del Venerdì santo – Omelia di Padre Carmine Arice – Testo

Veglia Pasquale – Omelia di Padre Carmine Arice – Testo



La Pastorale nella Piccola Casa

“Passi concreti per un cammino di progettazione”.

È questo il tema del Corso di approfondimento per i referenti per la pastorale e loro collaboratori nelle case cottolenghine tenutosi nei giorni di venerdì 29 e sabato 30 marzo 2019 presso la sala “Beato don Paleari” del Seminario della Piccola Casa di Torino.

La dimensione pastorale, nelle realtà cottolenghine, ha sempre avuto un significato e uno spazio privilegiato, ma nel contesto attuale e per i mutamenti socio-culturali in atto, non può essere data per scontata. Padre Carmine, nell’introdurre i lavori delle due giornate, ha ribadito che la Pastorale deve essere sempre più a servizio del senso della vita della persona e quindi degli anziani, dei poveri che ospitiamo e accostiamo nelle molteplici realtà carismatiche cottolenghine.

La nostra Mission ha una parola da dire all’uomo d’oggi proprio perché, come ebbe a dire Papa Francesco il 21 giugno 2015, “la Piccola Casa non è opera di filantropia, ma di Vangelo”.

Due le relazioni, complementari tra loro, che hanno caratterizzato le due giornate di riflessione e a seguito delle quali è stato possibile lavorare, poi, a piccoli gruppi. La prima relazione è stata tenuta dalla dott.ssa Simonetta Magari – Direttore Sanitario del Centro di Riabilitazione “S. Giuseppe” Opera don Guanella di Roma che ha parlato sul tema della “Qualità della vita e cura pastorale della persona con disabilità”.

A partire dalla propria competenza professionale e dal proprio vissuto lavorativo – esperienziale, la Relatrice ha evidenziato l’importanza che ha, non solo nella dimensione clinica, ma anche in quella pastorale, il partire dalla centralità della persona e il costruire ed intessere con essa una relazione significativa.

Perchè un Progetto pastorale non sia avulso dalla realtà, ma risponda ai reali bisogni esistenziali e, quindi, di senso, è importante che rispetti i percorsi di vita di ogni singola persona a cui è rivolta la nostra azione di cura integrale, la propria individualità, i propri tempi perché ciascuno si senta accolto, amato, rispettato e compreso nella propria unicità e rispettato nelle proprie capacità.

Don Paolo Boggio, Direttore dell’Ufficio Pastorale cottolenghino, nella sua relazione ha affrontato nello specifico i passi concreti da attuare per avviare un cammino di progettazione pastorale nelle diverse Case cottolenghine.


Frase del Santo

L’allegria non ha mai guastato la santità