Author Archives: Sr Elena B

Gioia per tutta la Congregazione…

Category : Vita consacrata

Gioia per tutta la Congregazione delle Suore di San Giuseppe B. Cottolengo e per la Famiglia carismatica cottolenghina. Domenica 26 settembre e sabato 9 ottobre 2021 tre Sorelle juniores emetteranno la loro Professione perpetua e una novizia la Prima Professione.

Ringraziamo il Signore per queste nostre sorelle che ci testimoniano, con la loro scelta, la bellezza di donarsi completamente a Lui e ai fratelli più bisognosi e fragili, sull’esempio del santo Cottolengo.

Le parole che pronunceranno davanti a Dio, alla Chiesa e alla comunità cottolenghina riunita in preghiera nella Chiesa Grande della Piccola Casa di Torino, sono veramente impegnative: “per vivere la donazione totale verso i fratelli, particolarmente verso i più bisognosi, anche con il sacrificio della vita, faccio voto a Dio per tutta la vita di castità, povertà e obbedienza secondo la Regola di vita delle Suore di san Giuseppe Benedetto Cottolengo” (Formula dei voti della Suore di san Giuseppe Cottolengo di Vita Apostolica).

Con questo atto solenne, liberamente, responsabilmente e con gioia, doneranno totalmente le loro esistenze a Cristo, rendendosi disponibili per annunciare al mondo il suo Vangelo in parole ed opere e vivendo unicamente per la Sua gloria. Nella certezza che tutto è possibile per la forza di Dio e sicure del Suo Amore fedele, queste nostre sorelle sono il segno che Dio chiama ancora a seguirlo, chiama ancora a collaborare alla sua opera di salvezza. Il nostro augurio si fa preghiera perché le loro vite siano ricolme di gioia per la generosità del loro dono, e nella fraternità condivisa, possano camminare giorno dopo giorno in letizia e santità di vita.

Vi siamo vicine con tutto il nostro affetto!


La “Grazia è fatta”!

Category : Vita di famiglia

Il 2 settembre, per la famiglia cottolenghina, è un giorno importante…è il compleanno della Piccola Casa perché si fa memoria dell’ispirazione carismatica di san Giuseppe Benedetto Cottolengo a fondare la sua opera: la Piccola Casa della Divina Provvidenza.

Quest’anno la giornata ha assunto toni particolari e mondiali perché in tutte le realtà in cui è presente il carisma di San Giuseppe B. Cottolengo, si è celebrata la giornata con momenti di preghiera particolari e con eventi importanti di cui ringraziamo la Divina Provvidenza perché sono segno della benevolenza di Dio Padre per noi, suoi figli.

India: A Chikkarasampalyam, il Vescovo di Ootakamund, Mons. Arulappan Amalraj, pone la prima pietra per la costruzione della casa delle suore. Presenti alla cerimonia la nostra Superiora Provinciale d’Asia, sr. Francisca, le sorelle della comunità e di comunità vicine e i fedeli della parrocchia in cui le nostre sorelle presteranno il loro servizio.

Nei mesi precedenti nello Stato del Tamil Nadu, era stata eretta la nuova Comunità di Periavilai. Le Sorelle svolgono la loro missione nella Scuola e nella Pastorale parrocchiale.

Ecuador: Ad Esmeraldas, il nostro sacerdote cottolenghino, Mons. Antonio Crameri, fa il suo ingresso come Vescovo del Vicariato Apostolico di Esmeraldas celebrando la prima Messa nella Cattedrale di Cristo Re.

“Pregate che sia quel pastore che non ha paura della polvere e del fango e che sa farsi compagno di cammino, lungo le strade di Esmeraldas, condividendo il sudore dei poveri, le lacrime delle madri che piangono la morte violenta di un bambino o sopportano i colpi della vita…

Quel pastore che conosce i veri problemi che affliggono i poveri, per illuminarli con la forza della Parola di Dio, e trovare una soluzione in collaborazione con le autorità politiche. Quel pastore che ama le ferite di Esmeraldas e che lotta con voce profetica per guarirle
Quel pastore che non teme l’emarginazione, i bisogni, le sofferenze…
Quel pastore che soffre e vive con i poveri e per i poveri…
Quel pastore fraterno, fratello e padre, di cui la chiesa ha tanto bisogno.
E, infine, di essere…
Quel pastore sensibile al benessere della casa comune; che non ha paura di denunciare abusi e corruzione…
Quel pastore che è voce profetica, in difesa degli ultimi, degli emarginati, degli esclusi.
Quel pastore che è combattente e insieme costruttore di comunione.
Quel pastore della “missione condivisa”.
E mentre tutto questo ti viene chiesto per me, chiedilo anche per tutto il mio presbiterio. Amen”.

E’ questa la preghiera che il neo Vescovo ha recitato affidandosi al Signore e alle preghiere del popolo di Dio che è in Esmeraldas.

Africa: In Kenya, nella Diocesi di Machakos, suffraganea dell’arcidiocesi di Nairobi, le nostre sorelle prestano il proprio servizio di pastorale presso il Santuario della Divina Misericordia e nel Dispensario con servizi rivolti a bambini e adulti disabili.

Italia: A Castelfranco di Sotto (PI), si apre una nuova presenza di servizio pastorale, mentre a Rescaldina (VA), dopo una interruzione di alcuni mesi, riprende la nostra presenza e attività pastorale.

Comunità di Castelfranco di Sotto (PI)

Per questi doni ringraziamo il Signore e preghiamo perché, attraverso queste nuove presenze, possiamo annunciare e testimoniare l’amore del Padre Provvidente a tutte le persone che avviciniamo, soprattutto ai più poveri. Deo Gratias

(Comunità di Rescaldina)


Dalle Missioni cottolenghine

Category : Vita di famiglia

La carità operosa delle nostre Sorelle impegnate nelle missioni cottolenghine: segno e testimonianza del Caritas Christi ai fratelli e alle sorelle che vivono situazioni di fragilità e di povertà.

Dall’India

L’anno 2020 è iniziato con un evento del tutto particolare e sarà ricordato come l’anno del Covid – 19. Le ondate di questa pandemia che si sono susseguite nel corso di tutto l’anno hanno cancellato la nostra gioia e, a volte, sembrava di essere tornati al XVII secolo, al tempo del colera, al tempo del nostro Santo Cottolengo. L’India è al 2° posto per la diffusione del Covid e per il numero di morti nel mondo. La chiesa indiana ha perso tanti sacerdoti, religiose e laici e tante persone a noi care. Abbiamo trascorso l’intero anno sperando che ogni volta che arrivava un’ondata di pandemia sarebbe stata l’ultima, ma non è stato così, visto che il pericolo persiste ancora.

Ogni comunità cottolenghina in India ha avuto la propria esperienza pandemica. Infatti, la maggior parte delle nostre sorelle che prestano servizio nei collegi, nelle scuole, negli ospedali, nei centri di fisioterapia e nelle parrocchie sono state colpite direttamente o indirettamente, così come molte altre persone. Ma grazie a Dio nessuna ha avuto complicazioni ed oggi, per la grande misericordia e provvidenza di Dio, sia noi religiose come le nostre ragazze ospiti nei nostri centri per disabili sono protette da ogni pericolo, essendo vaccinate.

Nonostante la difficile situazione e le precarie situazioni di salute, siamo state vicine a molte persone maggiormente colpite e più vulnerabili.

Spinte dal bisogno e dal desiderio di fare qualcosa (Caritas Christi urget nos), abbiamo condiviso con le persone quello che avevamo; le suore con una telefonata hanno cercato di raggiungere le persone in quarantena o ricoverate in ospedale. A volte, hanno trovato difficile dare risposte a domande delle persone che, in un momento così tragico, mettevano in discussione la loro fede e la speranza in Dio, soprattutto a seguito della morte dei loro cari.

Il lockdown continuo ha distrutto il sistema economico della società indiana, ma non solo; molte persone si sono trovate a dover fare i conti con la fame e il non poter soddisfarla. La maggior parte delle persone ha perso il lavoro e ultimamente molti indiani si sono ridotti alla povertà. In questa situazione i nostri benefattori torinesi sono venuti incontro alle nostre necessità.

Un ringraziamento speciale va alla “Fondazione Cottolengo ONLUS” che, attraverso il progetto “Emergenza Covid India”, ha dato un grande aiuto nell’assistere 195 famiglie, comprese qualche nostre comunità. Attraverso questo progetto abbiamo distribuito alla gente riso, cereali, olio, diversi tipi di farine, detersivi, medicine, ecc…

Veramente la nostra gente aveva bisogno di tutto e ogni famiglia ha ricevuto con cuore gioioso e senso di gratitudine quanto veniva donato loro. E noi siamo contente di aver avuto questa possibilità di rispondere ai bisogni dei poveri attraverso le nostre 14 comunità sparse dal sud di Kaniyakuamri al nord del distretto di Jhansi.

Infine, ringraziamo Dio per la Sua continua Provvidenza che sperimentiamo ogni giorno. È facile preoccuparsi del futuro che spesso dimentichiamo il passato e quasi ignoriamo la meravigliosa realtà che, da sempre, Dio ha realizzato per il suo popolo e per la nostra Congregazione. Quindi, il modo in cui viviamo oggi è in larga misura determinato da come sappiamo far tesoro del passato e da come ci impegniamo a vivere il futuro. “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13, 8.). Continuando a confidare nella Sua Parola, andiamo avanti, “AVANTI IN DOMINO”.

La nostra Sorella, sr. Marcy, della comunità cottolenghina di Moth (India) ha ricevuto dal vescovo della Diocesi di Jhansi, di cui fa parte la comunità, l’incarico di collaborare con don Johnson Francis, direttore di Jhansi Catholic Sewa Samaj (JCSS), nella realizzazione di un “censimento” sui bisogni della popolazione che vive nella estesa regione del Bundelkhand dell’Uttar Pradesh (UP). Tale regione, costituita da sette distretti, copre un’area geografica di circa 29.000 kmq. La maggior parte dei distretti del Bundelkhand sono considerati arretrati e sottosviluppati, con diversi problemi che colpiscono la vita della gente comune come la mancanza di acqua potabile, la carenza di cibo, la deforestazione.

I programmi di azione sociale della JCSS vengono svolti nei villaggi più remoti con l’aiuto di personale impegnato, volontari e benefattori.

Sr Marcy collabora con un gruppo di laici/che, nel fare visita alla popolazione dei villaggi e rilevare i bisogni del luogo oltre che a sopperire, nell’immediato, ai loro bisogni. Tale azione si inserisce nel vasto campo di promozione e di sviluppo che la Chiesa in India svolge a favore della popolazione ed è espressione della più ampia e vasta azione svolta dalla Dottrina sociale della Chiesa cattolica.

Dall’Ecuador

Presso la Casa comunale di Cochapamba (un barrio della capitale Quito) le nostre sorelle continuano l’importante e quanto mai provvidenziale servizio di preparazione e distribuzione di borse di viveri per le famiglie indigenti.

La pandemia, infatti, ha reso più poveri chi già viveva in precarie condizioni economiche. Le nostre sorelle di Quito, grazie anche ad un buon numero di volontari distribuiscono, ogni primo lunedì del mese, tra le 100/120 borse di viveri e le famiglie che ricevono aiuto sono circa 500.


Assemblea di studio: Vita contemplativa

Category : Capitolo

Il giorno sabato 19 giugno si è aperta l’Assemblea di studio pre-capitolare della famiglia di Vita Contemplativa. L’intera assemblea si è svolta on-Line con i 6 monasteri cottolenghini collegati tramite piattaforma zoom. L’assemblea si è aperta e conclusa, il 26 giugno, alla presenza di Suora Madre. E’ stato un tempo di grazia che ci ha permesso di re-incontrarci tutte, cosa non scontata per delle sorelle di vita contemplativa che difficilmente hanno occasione di vedersi, inoltre ogni monastero ha potuto dare il suo contributo fattivo tramite tavoli di lavoro virtuali. Inedita non solo la modalità ma anche l’estensione della partecipazione diretta a tutte le sorelle delle comunità tramite il semplice ascolto oppure con interventi, ciò ha permesso una animazione comunitaria in tempo reale, si è lavorato su proposte precedentemente formulate dai diversi monasteri e condivise ed elaborate insieme. Le sorelle del Monastero di Tuuru, il più lontano, si sono sentite vicine, partecipi come non mai e ne abbiamo gioito. Per tutte una esperienza positiva che ci ha fatto gustare il dono della comunione frutto dello Spirito e la bellezza di appartenere ad una unica famiglia riscoprendo insieme il valore della chiamata alla vita monastica cottolenghina e osando passi nuovi “fuori le mura” fisiche e mentali per aprirci alla novità dello Spirito. Confidando nella Divina Provvidenza che porta a compimento ogni opera buona ci incamminiamo verso il Capitolo con fiducia e speranza. Deo Gratias a Suora Madre e a tutte le sorelle che hanno permesso l’attuazione di quello che sembrava fino a ieri un sogno!


L’Oasi S. Giacomo di Novate Milanese …in festa!

Category : Eventi

Oggi la nostra comunità ha ricevuto la visita di Mons. Mario Delpini, Arcivescovo della nostra cara Diocesi di Milano.

Per questo evento così importante, abbiamo disposto la nostra cappella in modo da poter accogliere tutti i malati, i diversamente abili e tutti coloro che, con i volontari delI’Unitalsi e delle Associazioni “La Tenda” e gli “Sguaciati”, sono venuti a questo momento di preghiera e di gioia.

L’Arcivescovo si è recato al Camposanto di Novate a far visita alle nostre sorelle defunte e alle ore 15,00, puntuale, è arrivato nel cortile della nostra Casa accompagnato dal Vicario Generale, dal Parroco di Novate, dai Collaboratori pastorali, dal Sindaco del paese e da altre autorità.

Con cordialità e affabilità ha salutato tutti i presenti con una stretta di mano molto calorosa e con un sorriso che illuminava il suo volto di Pastore.

Entrando in cappella al canto di “Il Signore è il mio Pastore..”, l’Arcivescovo ha poi preso la parola, spiegando il motivo di questa visita: “Sono venuto per conoscervi, per salutarvi e dirvi una parola”.

Nel frattempo ci è stata donata un’immagine raffigurante la Pietà di Michelangelo che si trova nel castello sforzesco di Milano detta “la Pietà del Rondanini.

L’Arcivescovo ha aggiunto che questa “è’ una Pietà che parla e dice qualcosa alle persone che soffrono. A differenza di come solitamente viene rappresentata, la Madonna è in piedi.

Michelangelo deve aver molto meditato sul dolore di Maria nel momento del Calvario… Maria è in piedi e riceve il corpo di Gesù tra le sue braccia. Michelangelo l’ha scolpita a 90 anni ed è un’opera incompleta. Cosa dice a noi questa scultura? Se si guarda bene questa opera, sembra che sia Gesù a sorreggere Maria”.

L’Arcivescovo ha concluso dicendo che “alla morte di Gesù si appoggia chi vive. Nelle nostre sofferenze, nelle difficoltà di ogni giorno, se ci appoggiamo a Gesù, rimaniamo in piedi”.

Al termine, Mons. Delpini ha donato a tutti i presenti una benedizione speciale e mentre si cantava una lode a Maria, ci ha salutate con un’altra stretta di mano. Dal nostro cuore sale a Dio un gioioso ringraziamento, sicure che il ricordo di questo incontro rimarrà indimenticabile. Abbiamo compreso la preziosità delle nostre poche forze, delle nostre sofferenze. Se ci appoggiamo a Gesù possiamo irradiare l’amore divino a quanti avviciniamo ogni giorno e così dare gloria a Dio. Deo gratias!


Sinodo della Vita consacrata cottolenghina…

Category : Vita consacrata

Venerdì 31 gennaio 2020 presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino ha inizio il cammino verso il Sinodo della Vita Consacrata Cottolenghina che si terrà a febbraio 2021. Il percorso durerà un anno ed avrà l’obiettivo di riflettere su «cosa chiede il Signore oggi alla vita consacrata cottolenghina e come essere fedeli al mandato e alla vocazione ricevuta».

Segui gli eventi del Sinodo su www.cottolengo.org

Omelia di Padre Carmine per l’inizio del cammino sinodale su www.cottolengo.org


Presepe vivente alla Casa del santo

Category : Eventi

E’ passato già quasi un mese, ma non possiamo tacere un evento che ha interessato la comunità  cittadina di Bra e più specificatamente la Casa Natale del nostro Santo, San Giuseppe B. Cottolengo, a custodia della quale ci sono le nostre due care sorelle: sr. Giovanna  Brundu e sr. Maria Teresa Colombo. Sono loro le “promotrici e le realizzatrici”, insieme alla Divina Provvidenza e alla Piccola Casa nella persona dei Superiori succedutisi lungo l’arco degli anni, a far si che la Casa dove è nato il “Canonico buono”, diventasse quella che appare ai nostri occhi: Casa dalle cui pareti traspira l’intensa religiosità della famiglia Cottolengo, l’intraprendenza alacre che si fa compassione verso chi è nel bisogno.

Ed è proprio in questa cornice suggestiva della Casa Natale del santo Cottolengo che si è svolta la 18 esima edizione della rappresentazione sacra del Presepe vivente, la seconda che si svolge nel cortile della Casa del Santo.

La Casa Natale del Cottolengo non è la prima volta che organizza e apre le sue porte ad eventi religiosi e culturali. Le suore cottolenghine che l’abitano, custodi del patrimonio spirituale e culturale che la Casa del Canonico di Bra rappresenta, non solo per la Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino, Opera da lui fondata nel 1828, ma anche per la stessa cittadina braidese, negli ultimi anni accoglie, volentieri, eventi ed incontri che contribuiscono ad elevare gli animi, di chi vi partecipa, ad aprirsi al bello, perché la bellezza apre ed eleva all’Oltre e all’Alto, cioè al Divino.

Il Presepe vivente,di cui stiamo parlando, si è tenuto nei giorni 21 e 22 dicembre 2019 ad opera dell’Associazione Presepe Vivente Braidese che fa capo alle parrocchie di Bra.

E pochi giorni dopo, precisamente nel pomeriggio di domenica 5 gennaio 2020, si è tenuto un altro evento significativo e familiare: la lettura dialogata del racconto di Henry Van Dyke “Il Viaggio del Quarto Re”.

Occasione questa per gli Amici e Simpatizzanti di Casa Cottolengo per scambiarsi gli auguri di Buon Anno Nuovo. Vedendo il salone della Casa gremito di persone, si può ben dire che il passaparola ha funzionato. La presenza di un così nutrito numero di persone dice l’affetto e la stima per il nostro Santo, grazie all’impegno generoso ed instancabile di sr. Giovanna e sr. Maria Teresa di far conoscere e diffondere il messaggio evangelico della carità, incarnato dal nostro Santo.


Il pellegrinaggio della reliquia è partito…

Category : Vita di famiglia

La peregrinazione è iniziata venerdì 17 gennaio dalla Chiesa Grande della Piccola Casa di Torino (via Cottolengo 12) con una celebrazione eucaristica alle 17 presieduta dal padre generale don Carmine Arice e terminerà il 17 gennaio 2021 a Roma.

Continua a leggere, per informazioni e aggiornamenti, su www.cottolengo.org


Da Torino al Kenya, formazione… e di più!

Category : Formazione

Non è la prima volta che il Cottolengo mi coinvolge in esperienze appassionanti di vita cottolenghina; è una comunità di raro carisma ed è difficile tirarsi indietro, ma questa volta con me ci si è superati! Sr Nicoletta Arrivabene, direttrice del Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche e Consigliera generale, mi ha chiesto di partire per il Kenya a tenere un percorso formativo per infermiere e religiose cottolenghine, insieme a lei. Pazzesco! Chi mi conosce mi definisce l’ultimo autentico “bogia nen” superstite, un piemontese torinocentrico. Partire per 15 giorni africani è stata una sfida!

I corsi, o come dicono in Kenya, i “seminars” sono stati organizzati a Tuuru e a Nairobi. A Tuuru il percorso si è snodato a partire dalla consegna fatta da sr Nicoletta alle superiore del 3 mandato capitolare, io ho avviato la mia riflessione approfondendo l’antropologia della missione e dell’ascolto come stile, e presentando una esegesi filosofico-esistenziale del buon Samaritano.

Ho proseguito presentando una lettura psicologica dei voti a partire dall’antropologia africana, e una giornata di studio sulla gestione del conflitto nei luoghi di apostolato e in comunità. Per le infermiere in tandem con sr Nicoletta abbiamo lavorato per due giorni a uno stile empatico della cura che fa riferimento al maternage come matrice del nursing e al profilo carismatico del caring. A Nairobi mi sono concentrato sulla Vita Religiosa, a partire dalla paura, la più potente emozione contraria alla promozione umana; sono approdato a una lettura dei voti come terapia che guarisce il cuore dal timore. Il secondo giorno ci siamo fermati sulla relazione in comunità per convertire, attraverso il lavoro psicologico, la comunità in famiglia. L’ultimo giorno ho proposto una lettura antropologica e psicologica della santità e della felicità possibili nella vita religiosa.

Parto dal Kenya molto emozionato e anche cambiato. Ho visitato 5 comunità cottolenghine che vivono per promuovere la dignità dei disabili, dei poveri, dei malati, dei “buoni figli”. Ogni comunità mi è sembrata un monte Tabor dove l’amore appassionato delle suore trasfigura la disabilità e la riveste di dignità. Ho visto per le strade dei grandi centri africani non solo bellezza e natura, ma anche volti deformati dall’amarezza e dalla rabbia di bambini e adolescenti disabili, sconfitti, feriti e arrabbiati, come lo sarei stato io. Poi le case cottolenghine e qui i disabili mi son venuti incontro come padroni di casa, ospitali, nutriti, puliti, luminosi! Il riconoscimento della loro bellezza da parte delle sorelle ha operato in loro la coscienza del proprio valore, ha trasfigurato la loro disabilità, rivestendola di dignità, percepibile anche da me, un estraneo, da subito!

Ho visto nelle comunità una inculturazione talmente riuscita che mi son chiesto se tante agenzie governative al servizio dell’integrazione non dovrebbero farsi formare nelle case cottolenghine. Le sorelle italiane che da più tempo lavorano in Africa parlano con grande profondità della cultura kenyota, e la conoscenza le ha rese discrete, delicate, rispettose. Ho visto ridere e commuoversi suore italiane e africane per le stesse cose, una armonia che nasce da una faticosa e riuscita accoglienza reciproca.

Grazie san Giuseppe Benedetto Cottolengo! Il 17 gennaio 2020 le tue reliquie hanno iniziato il loro pellegrinaggio tra le varie realtà cottolenghine, io in Africa ho visto i segni vivi della tua presenza, le tue figlie. Loro sono fiere di te, tu puoi essere fiero di loro!

Fabio Rondano


“Custodite dall’Amore per adorare e servire…” – Provincia Torino –

Category : Vita di famiglia

Continua l’ascolto delle sorelle da parte di Madre Elda e delle consigliere nelle comunità della Provincia di Torino.

Cuneo-Paschera, Celle

Anche se molto tempo lo trascorriamo “in casa”, siamo sempre una comunità in uscita perché tante persone vengono ogni giorno per visitare i loro parenti….A loro diamo un sorriso, l’accoglienza semplice e cordiale, una parola di conforto e un consiglio, il tempo per il dialogo e l’ascolto.

Nell’anzianità è importante riconoscere il valore della preghiera per gli altri, così come l’offerta delle sofferenze, delle fatiche e continuare il dono di noi stesse a Dio.

—————————————————

1° incontro a Torino (Mappano, Cuorgnè, Alba, Bra, Giaveno, S. Vincent, Orbassano, Brusasco, Casa Miriam, S. Pietro, Casa Emmaus, Madonna delle Grazie, Casa Betania)

Il bisogno maggiormente sentito oggi è sicuramente l’ascolto. Con i parenti che vengono a visitare i loro cari, abbiamo un vasto campo di evangelizzazione.

Parliamo di come trasmettere lo “stile” cottolenghino ai nostri collaboratori… non imponiamoci in modo forte su aspetti banali e marginali, trascurando invece ciò che è essenziale e se facciamo qualche servizio, facciamolo con stile cottolenghino che si veda, …si trasmette anche e soprattutto per osmosi.

Sono “orgogliosa” di essere anziana…vengono meno gli spazi di servizio, ma sono sempre suora cottolenghina. La testimonianza di una suora cottolenghina è sempre comunicazione del Vangelo di Carità…Vivo una realtà diversa, limitata, ma non limitante…. ho nel cuore il desiderio che la forza creativa e la vitalità profetica del nostro Carisma si sviluppi sempre più.

———————————

Biella

Sacrificare l’essere efficaci per essere efficienti non è la nostra missione….noi evangelizziamo attraverso ciò che siamo.

La realtà del Monastero è un valore aggiunto alla nostra presenza e testimonianza in terra biellese. Molte persone si recano in Monastero per trovare consolazione e conforto nella preghiera e nell’ascolto che ricevono dalle nostre Sorelle claustrali.

Gli operatori laici sono importanti nelle nostre case …

Come noi religiose/i, anche i nostri dipendenti e collaboratori hanno bisogno di formazione, anche se ciò è difficile a causa del repentino avvicendamento del personale.

Le nostre stesse Sorelle anziane ed inferme sono tra coloro che hanno più bisogno di essere ascoltate; hanno bisogno di qualcuno che stia loro vicino.

—————————————————————

Comunità SS. Trinità

Ci è chiesto, nel nostro servizio, una diversa e per certi aspetti nuova  modalità di presenza; non dobbiamo essere preoccupate  del successo, non possiamo più pensarci “padrone” del servizio; il nostro successo è la testimonianza di perdono, di misericordia, di pazienza, di stare insieme volendoci bene e volendo bene.

Non sempre il personale è attento alle esigenze spirituali delle Sorelle malate…; spesso prevale l’espletamento dei servizi più che l’attenzione al fatto che c’è la preghiera, la S. Messa…, ma forse non sono stati neanche stati ben informati.

Ringrazio il Signore per tutto ciò che ho ricevuto nel passato e che ricevo ancora oggi; Lui mi aiuta e io sento che mi accompagna ….

A volte ci sono delle difficoltà che offro unita al Signore e così, in Cristo, partecipo alla salvezza del mondo.

——————————————————————————-

Moncalieri

Dai laici io sto imparando molto… apprezzo la loro pazienza nel rispettare i tempi di movimento di ciascuna delle sorelle anziane e l’impegno che mostrano nel soddisfare i loro piccoli o grandi bisogni.

Anche se anziana, posso fare ancora qualche piccolo servizio alle Sorelle più malate di me che sono Gesù…poi la preghiera è la mia missione ed è la forza per prepararmi all’unica cosa essenziale: l’incontro con Gesù.

Ho sofferto a lasciare il servizio, ma qui posso continuare ad amare, pregare e offrire: questa è la missione che vivo oggi con Gesù.

——————————————————-

Chieri

Ringrazio il Signore che mi chiama all’esperienza dell’anzianità e del vivere con le Sorelle ammalate.

Io sono serena e mi trovo bene in questa comunità….. Siamo Sorelle anziane….la nostra è una comunità che prega e le Sorelle mi aiutano a pregare.

La mia missione è fare qualsiasi piccola cosa, anche solo un sorriso.

Io sono contenta dei laici che ci aiutano e ci servono…Sono gentili, mi salutano sempre e bene….Anche loro sono contente di stare con noi suore.

————————————————-

Pinerolo, Pinasca, Barge e Sanfront

È difficile andare a riposo… personalmente mi è costato molto …vivo la preghiera ed offro.

Sono una Suora in uscita attraverso la preghiera per tutti …le mie consorelle mi insegnano tanto: la pazienza, il sacrificio.

Dobbiamo avere una visione ottimista, in confidente abbandono alla Provvidenza Divina. Noi sorelle anziane non siamo inutili. Per noi la missione continua con una nuova modalità di amare i poveri.

È importante la formazione sia professionale che carismatica dei laici.

—————————————————–

Casa Betania

Voglio ringraziare il Signore per questo tempo di “calma”…prima ero sempre di corsa, ora mi è data la possibilità di poter coltivare maggiormente le relazioni con le Sorelle e con il Signore, nella preghiera.

Ringrazio il Signore che mi ha chiamata a servirlo nei poveri. Ho sempre lavorato bene con tutte le Consorelle, i volontari e i laici…ho sempre rispettato la loro persona e il loro ruolo.

Io devo ancora prepararmi ad accettare l’inattività perché spesso penso ai poveri …e mi mancano. Poi ringrazio il Signore per questo tempo che mi dona perché io passi dal fare all’essere e prepararmi all’incontro con Lui.

Nella vita di ognuno ci sono alti e bassi, ma mi sono sempre trovata a cantare il Te Deum perché la mia vita non l’ho programmata io, ma il Signore: è Lui che la porta avanti e io mi fido di Lui.

———————————-

Madonna delle Grazie

La nostra testimonianza è fatta di gesti quotidiani e semplici: lo stare accanto ai malati per ascoltarli e portare loro la consolazione di Gesù, dare indicazioni e accompagnare il paziente all’ambulatorio richiesto…è il nostro essere presenza.

Il rispetto delle leggi ci aiuta anche a rendere concreto il Carisma…ci aiutano a metter al centro la persona.

A volte riesco a vedere il positivo, altre volte fatico a capire dove stiamo andando come Piccola Casa, come cottolenghini!

Pensandomi anziana, vorrei che si facesse qualcosa di più per le Sorelle a riposo…che abbiano attività ed interessi che li stimolino.

———————————————

Cuor di Maria, Emmaus, Cottolengo

Non sono mai andata in corsia per il ruolo, ma per essere una presenza che porta Gesù ai malati. Ciò che conta per me è vivere la carità con chi mi è accanto: le sorelle e i poveri.

Il grido del povero nella Piccola Casa è quello di Gesù Eucarestia nel tabernacolo che è spesso solo. Lui ci dice”venite a me voi che siete affaticati ed oppressi”.

Come ascolto il grido del povero? Cerco di rispondere da sola ai loro bisogni senza collaborare con Dio? Li porto a Gesù?

Per essere una suora cottolenghina non serve il ruolo, serve l’essere sorella e madre, serve la capacità di relazione. La Piccola Casa è di coloro che l’abitano: i poveri, i religiosi e i laici.

 —————————————-

Madre Nasi

Sento che le forze diminuiscono, ma ciò che resta importante è il valore della consacrazione che non è fare, ma essere.

È importante avvicinarci ai fratelli, specie ai malati, con umanità perché la sofferenza trova senso solo se accompagnata. La sofferenza non è mai vana e attraverso vie sofferte e molto personali alcuni cercano e trovano la fede.

La presenza nei reparti accanto agli ospiti e alle sorelle anziane è importante e preziosa.

————————————-

Annunziata

La Piccola Casa dovrebbe aprirsi anche alla cura delle malattie mentali.

Quando ascolto i bisogni degli ospiti, quando li accompagno nell’ultimo tratta di vita e con loro i propri parenti, vivo il mio essere “in uscita”.

Comunità Cottolengo

“Essere in uscita” vuol dire, per me, vivere in uscita da me stessa, uscire dai miei comodi, andare verso gli altri, cercare il loro bene.

Porto nel cuore una domanda: come Congregazione andiamo di più verso la gestione delle opere o verso la vitalità della spiritualità cottolenghina? Non abbiamo molti religiosi preparati per certi ruoli di direzione e a fronte dei tanti laici che collaborano con noi nelle nostre opere è importante che siamo carismaticamente e spiritualmente preparate per trasmettere loro un solido fondamento carismatico.

Auspico una sempre maggiore collaborazione tra religiosi, laici e tra le diverse Direzioni per discernere le risposte da dare alle nuove sfide.

Sento che dobbiamo prenderci maggior cura dei nostri volontari…Anche per loro sta avvenendo un processo di cambiamento sul loro essere presenti accanto ai nostri ospiti ed hanno bisogno di essere accompagnati e sostenuti.

——————————————————-

2° incontro a Torino (Viù, Alba, Bra, S. Vincent, Casa Betania, Casa Esercizi, Annunziata, Casa Formazione)

Sono contenta del servizio che la Provvidenza mi ha dato…cerco di vedere nelle persone povere la bellezza che sono e Gesù che è in loro.

La Provvidenza mi ha chiesto di andare in parrocchia. Sto vivendo una bella esperienza di chiesa e di evangelizzazione…la gente ha bisogno di vedere che le suore ci sono ancora ….

Queste giornate per me sono un richiamo a rivedere il mio servizio verso i poveri che per me sono le sorelle anziane…per loro basta un sorriso, un saluto, una attenzione. – Il Carisma cottolenghino è vivo …dentro di noi c’è una lampada accesa. La Piccola Casa sta rispondendo a varie emergenze: quella abitativa, educativa….I laici che sono con noi da tempo riconoscono la significatività dei religiosi…chi è nuovo va accompagnato, bisogna “prendersene cura”. La presenza di una sorella in una corsia, in struttura è importante per custodire il carisma


Gordevio

La nostra comunità, con i suoi limiti, è attenta ed aperta al bisogno di coloro che sono ospitati o che frequentano la Casa. Anche in questo territorio svizzero, la nostra presenza è testimonianza di amore per i più poveri e si impegna perché questo sia sempre più il criterio che orienta le scelte.

La collaborazione con i laici, a Gordevio, non è difficile e questo per merito del grande impegno profuso già negli anni passati per la formazione del personale e delle suore che, a vario titolo, vi hanno operano e vi operano.

Per noi, Sorelle anziane, è importante che gradatamente assumiamo la “missione” che meglio ci compete: quella dei piccoli gesti come lo stare accanto ai nostri anziani ricoverati, fare loro compagnia, aiuto nella Catechesi, maggior tempo di preghiera personale …..Questa missione dei piccoli gesti fa sentire bene i nostri ospiti, ma anche noi perché ci rende partecipi, seppure in modo diverso, della vita della Casa e ci permette di continuare ad amare col dono di noi stesse.


Frase del Santo

Fate la carità, ma fatela con entusiasmo!