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“Custodite dall’Amore per adorare e servire…” – Provincia Torino –

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Continua l’ascolto delle sorelle da parte di Madre Elda e delle consigliere nelle comunità della Provincia di Torino.

Cuneo-Paschera, Celle

Anche se molto tempo lo trascorriamo “in casa”, siamo sempre una comunità in uscita perché tante persone vengono ogni giorno per visitare i loro parenti….A loro diamo un sorriso, l’accoglienza semplice e cordiale, una parola di conforto e un consiglio, il tempo per il dialogo e l’ascolto.

Nell’anzianità è importante riconoscere il valore della preghiera per gli altri, così come l’offerta delle sofferenze, delle fatiche e continuare il dono di noi stesse a Dio.

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1° incontro a Torino (Mappano, Cuorgnè, Alba, Bra, Giaveno, S. Vincent, Orbassano, Brusasco, Casa Miriam, S. Pietro, Casa Emmaus, Madonna delle Grazie, Casa Betania)

Il bisogno maggiormente sentito oggi è sicuramente l’ascolto. Con i parenti che vengono a visitare i loro cari, abbiamo un vasto campo di evangelizzazione.

Parliamo di come trasmettere lo “stile” cottolenghino ai nostri collaboratori… non imponiamoci in modo forte su aspetti banali e marginali, trascurando invece ciò che è essenziale e se facciamo qualche servizio, facciamolo con stile cottolenghino che si veda, …si trasmette anche e soprattutto per osmosi.

Sono “orgogliosa” di essere anziana…vengono meno gli spazi di servizio, ma sono sempre suora cottolenghina. La testimonianza di una suora cottolenghina è sempre comunicazione del Vangelo di Carità…Vivo una realtà diversa, limitata, ma non limitante…. ho nel cuore il desiderio che la forza creativa e la vitalità profetica del nostro Carisma si sviluppi sempre più.

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Biella

Sacrificare l’essere efficaci per essere efficienti non è la nostra missione….noi evangelizziamo attraverso ciò che siamo.

La realtà del Monastero è un valore aggiunto alla nostra presenza e testimonianza in terra biellese. Molte persone si recano in Monastero per trovare consolazione e conforto nella preghiera e nell’ascolto che ricevono dalle nostre Sorelle claustrali.

Gli operatori laici sono importanti nelle nostre case …

Come noi religiose/i, anche i nostri dipendenti e collaboratori hanno bisogno di formazione, anche se ciò è difficile a causa del repentino avvicendamento del personale.

Le nostre stesse Sorelle anziane ed inferme sono tra coloro che hanno più bisogno di essere ascoltate; hanno bisogno di qualcuno che stia loro vicino.

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Comunità SS. Trinità

Ci è chiesto, nel nostro servizio, una diversa e per certi aspetti nuova  modalità di presenza; non dobbiamo essere preoccupate  del successo, non possiamo più pensarci “padrone” del servizio; il nostro successo è la testimonianza di perdono, di misericordia, di pazienza, di stare insieme volendoci bene e volendo bene.

Non sempre il personale è attento alle esigenze spirituali delle Sorelle malate…; spesso prevale l’espletamento dei servizi più che l’attenzione al fatto che c’è la preghiera, la S. Messa…, ma forse non sono stati neanche stati ben informati.

Ringrazio il Signore per tutto ciò che ho ricevuto nel passato e che ricevo ancora oggi; Lui mi aiuta e io sento che mi accompagna ….

A volte ci sono delle difficoltà che offro unita al Signore e così, in Cristo, partecipo alla salvezza del mondo.

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Moncalieri

Dai laici io sto imparando molto… apprezzo la loro pazienza nel rispettare i tempi di movimento di ciascuna delle sorelle anziane e l’impegno che mostrano nel soddisfare i loro piccoli o grandi bisogni.

Anche se anziana, posso fare ancora qualche piccolo servizio alle Sorelle più malate di me che sono Gesù…poi la preghiera è la mia missione ed è la forza per prepararmi all’unica cosa essenziale: l’incontro con Gesù.

Ho sofferto a lasciare il servizio, ma qui posso continuare ad amare, pregare e offrire: questa è la missione che vivo oggi con Gesù.

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Chieri

Ringrazio il Signore che mi chiama all’esperienza dell’anzianità e del vivere con le Sorelle ammalate.

Io sono serena e mi trovo bene in questa comunità….. Siamo Sorelle anziane….la nostra è una comunità che prega e le Sorelle mi aiutano a pregare.

La mia missione è fare qualsiasi piccola cosa, anche solo un sorriso.

Io sono contenta dei laici che ci aiutano e ci servono…Sono gentili, mi salutano sempre e bene….Anche loro sono contente di stare con noi suore.

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Pinerolo, Pinasca, Barge e Sanfront

È difficile andare a riposo… personalmente mi è costato molto …vivo la preghiera ed offro.

Sono una Suora in uscita attraverso la preghiera per tutti …le mie consorelle mi insegnano tanto: la pazienza, il sacrificio.

Dobbiamo avere una visione ottimista, in confidente abbandono alla Provvidenza Divina. Noi sorelle anziane non siamo inutili. Per noi la missione continua con una nuova modalità di amare i poveri.

È importante la formazione sia professionale che carismatica dei laici.

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Casa Betania

Voglio ringraziare il Signore per questo tempo di “calma”…prima ero sempre di corsa, ora mi è data la possibilità di poter coltivare maggiormente le relazioni con le Sorelle e con il Signore, nella preghiera.

Ringrazio il Signore che mi ha chiamata a servirlo nei poveri. Ho sempre lavorato bene con tutte le Consorelle, i volontari e i laici…ho sempre rispettato la loro persona e il loro ruolo.

Io devo ancora prepararmi ad accettare l’inattività perché spesso penso ai poveri …e mi mancano. Poi ringrazio il Signore per questo tempo che mi dona perché io passi dal fare all’essere e prepararmi all’incontro con Lui.

Nella vita di ognuno ci sono alti e bassi, ma mi sono sempre trovata a cantare il Te Deum perché la mia vita non l’ho programmata io, ma il Signore: è Lui che la porta avanti e io mi fido di Lui.

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Madonna delle Grazie

La nostra testimonianza è fatta di gesti quotidiani e semplici: lo stare accanto ai malati per ascoltarli e portare loro la consolazione di Gesù, dare indicazioni e accompagnare il paziente all’ambulatorio richiesto…è il nostro essere presenza.

Il rispetto delle leggi ci aiuta anche a rendere concreto il Carisma…ci aiutano a metter al centro la persona.

A volte riesco a vedere il positivo, altre volte fatico a capire dove stiamo andando come Piccola Casa, come cottolenghini!

Pensandomi anziana, vorrei che si facesse qualcosa di più per le Sorelle a riposo…che abbiano attività ed interessi che li stimolino.

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Cuor di Maria, Emmaus, Cottolengo

Non sono mai andata in corsia per il ruolo, ma per essere una presenza che porta Gesù ai malati. Ciò che conta per me è vivere la carità con chi mi è accanto: le sorelle e i poveri.

Il grido del povero nella Piccola Casa è quello di Gesù Eucarestia nel tabernacolo che è spesso solo. Lui ci dice”venite a me voi che siete affaticati ed oppressi”.

Come ascolto il grido del povero? Cerco di rispondere da sola ai loro bisogni senza collaborare con Dio? Li porto a Gesù?

Per essere una suora cottolenghina non serve il ruolo, serve l’essere sorella e madre, serve la capacità di relazione. La Piccola Casa è di coloro che l’abitano: i poveri, i religiosi e i laici.

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Madre Nasi

Sento che le forze diminuiscono, ma ciò che resta importante è il valore della consacrazione che non è fare, ma essere.

È importante avvicinarci ai fratelli, specie ai malati, con umanità perché la sofferenza trova senso solo se accompagnata. La sofferenza non è mai vana e attraverso vie sofferte e molto personali alcuni cercano e trovano la fede.

La presenza nei reparti accanto agli ospiti e alle sorelle anziane è importante e preziosa.

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Annunziata

La Piccola Casa dovrebbe aprirsi anche alla cura delle malattie mentali.

Quando ascolto i bisogni degli ospiti, quando li accompagno nell’ultimo tratta di vita e con loro i propri parenti, vivo il mio essere “in uscita”.

Comunità Cottolengo

“Essere in uscita” vuol dire, per me, vivere in uscita da me stessa, uscire dai miei comodi, andare verso gli altri, cercare il loro bene.

Porto nel cuore una domanda: come Congregazione andiamo di più verso la gestione delle opere o verso la vitalità della spiritualità cottolenghina? Non abbiamo molti religiosi preparati per certi ruoli di direzione e a fronte dei tanti laici che collaborano con noi nelle nostre opere è importante che siamo carismaticamente e spiritualmente preparate per trasmettere loro un solido fondamento carismatico.

Auspico una sempre maggiore collaborazione tra religiosi, laici e tra le diverse Direzioni per discernere le risposte da dare alle nuove sfide.

Sento che dobbiamo prenderci maggior cura dei nostri volontari…Anche per loro sta avvenendo un processo di cambiamento sul loro essere presenti accanto ai nostri ospiti ed hanno bisogno di essere accompagnati e sostenuti.

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2° incontro a Torino (Viù, Alba, Bra, S. Vincent, Casa Betania, Casa Esercizi, Annunziata, Casa Formazione)

Sono contenta del servizio che la Provvidenza mi ha dato…cerco di vedere nelle persone povere la bellezza che sono e Gesù che è in loro.

La Provvidenza mi ha chiesto di andare in parrocchia. Sto vivendo una bella esperienza di chiesa e di evangelizzazione…la gente ha bisogno di vedere che le suore ci sono ancora ….

Queste giornate per me sono un richiamo a rivedere il mio servizio verso i poveri che per me sono le sorelle anziane…per loro basta un sorriso, un saluto, una attenzione. – Il Carisma cottolenghino è vivo …dentro di noi c’è una lampada accesa. La Piccola Casa sta rispondendo a varie emergenze: quella abitativa, educativa….I laici che sono con noi da tempo riconoscono la significatività dei religiosi…chi è nuovo va accompagnato, bisogna “prendersene cura”. La presenza di una sorella in una corsia, in struttura è importante per custodire il carisma


Madre Elda augura buon anno!

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Carissime sorelle e carissimi fratelli della Famiglia carismatica cottolenghina,
mentre il cuore di noi membri della Famiglia cottolenghina è ancora traboccante di gratitudine a Dio Padre per l’anno terminato denso di grazie e di benefici, tutto dono della Divina Provvidenza, il nostro animo dà accoglienza all’Anno Nuovo 2020 con speranza, fiducia, gioia e pace! Deo gratias! Continua a leggere…


“Custodite dall’Amore per adorare e servire: viviamo la mistica dell’incontro quotidiano con i Poveri“

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Madre Elda con le Consigliere della Famiglia di Vita apostolica hanno percorso “in lungo e in largo” l’Italia per incontrare tutte le Sorelle delle comunità e insieme 3° Consegna degli Atti del X Capitolo generale che ci esorta a vivere “la mistica dell’incontro quotidiano con i Poveri”. Per poter vivere in modo vero l’incontro con il povero è necessario saper “ASCOLTARE”. È questa una parola dal profondo significato biblico: è Dio che per primo si è messo in ascolto della sofferenza del suo popolo…di ciascuno di noi.

L’ascolto è l’atteggiamento  richiesto per poter svolgere con rinnovato entusiasmo la nostra missione di “sorelle e madri dei poveri” e servirli con quella espansione di tenerezza, amore e gioia, caratteristiche della spiritualità cottolenghina.

Ci sentiamo, così, profondamente radicate nel cammino della Chiesa, ben delineato da papa Francesco nell’ Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium quando dice: La missione … non è una parte della mia vita, o un ornamento che mi posso togliere, … È qualcosa che non posso sradicare dal mio essere se non voglio distruggermi. Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere sé stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare” (EG 273).

PROVINCIA DI ROMA

Sardegna

“La missione sta nella testimonianza che si dà. Arriva per tutte il tempo di lasciare l’attività, ma i piccoli gesti, come un sorriso, una buona parola, un gesto di delicatezza…sono testimonianza della tenerezza di Dio e quindi sono espressione di missionarietà.”

“È importante fare un lavoro personale e interiore per poter passare dal fare all’essere.”

Toscana

“Io sono contenta e mi sento una “missione” perché ogni attimo è vissuto nell’amore e nell’ascolto delle Sorelle, anche quelle più difficili e malate.”

“Voglio morire in uno slancio d’amore per Gesù.”

Lazio

“È importante crescere e rafforzarci nell’essere, crescere nella fede che ci aiuta a vivere relazioni umane tra di noi e con chi incontriamo: rispetto, stima perché tutti perché siamo figli di Dio, figli amati e perdonati.”

“Doniamo la vita non solo nel servizio, ma sempre! L’offerta delle nostre sofferenze, unite a quelle di Cristo ci permette di continuare a stare spiritualmente accanto ai fratelli.” 

Campania

“È l’amore che mi spinge verso i poveri…l’amore apre il cuore e la mente”

“Ho ricevuto molto e forse ho dato poco, ma i poveri sono dentro di me e li amo molto, sono la perla preziosa.”

Emilia Romagna

“I laici sono chiamati ad essere più attivi e protagonisti nella Chiesa…questo interpella anche noi religiose chiamate ad aiutarli a crescere nella corresponsabilità e partecipazione delle nostre opere.”

“Io sono entusiasta di tutto il bene che la Piccola Casa sta facendo per i poveri. Mi sento spinta a pregare perché la Piccola Casa e il Carisma cottolenghino si espanda sempre più.”

Lombardia

“L’incontro con l’altro è sempre un incontro mistico che lascia una scia di luce dentro e questo permette di intessere vere relazioni.”

“La Divina Provvidenza mi manda i poveri e io li aiuto con tanto affetto….cerco di ascoltare la loro sofferenza. Alla sofferenza umana Dio non da la risposta, ma una persona che accompagna e aiuta a vivere tale sofferenza”

“Di tutti gli anni di servizio dico Deo Gratias e le fatiche dell’oggi le accolgo e le offro così che nulla vada perduto per quest’ultimo pezzo di strada che ho da percorrere.


Io sono una missione

“Io sono una missione” è questo il tema trattato da Padre Marcello Finazzi (Passionista) tenuto alla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino sabato 14 settembre, in occasione del 22° incontro nazionale dei Laici Aggregati alla Congregazione delle Suore di S.G.B.Cottolengo.

Sono stati giorni di formazione e di grande intensità che sono culminati domenica 15 settembre nella celebrazione eucaristica nella Chiesa Grande durante la quale hanno emesso o rinnovato le loro promesse alcuni appartenenti all’Associazione.

Riportiamo una testimonianza di chi ha partecipato all’incontro con Padre Marcello.

Dove tu mi vuoi…
L’incontro con padre Marcello è stato davvero illuminante. È riuscito a creare quel ponte, che spesso manca anche a noi che ci professiamo cattolici, tra il concetto di Missione e la nostra vita quotidiana.
Perchè un Dio che potrebbe agire da solo coinvolge noi? Lui, nella sua infinita misericordia, nel suo darsi totalmente a me, per me, sceglie di non agire da solo e di coinvolgermi nel Suo progetto.
La Missione viene intesa non come un impegno moralistico, ma come un sentire dentro, una fiducia piena, un abbandono che i cristiani affrontano con coraggio, un coraggio carico di realismo e di gioia che non significa non ammettere che talvolta umanamente si fa fatica, ma mettersi comunque in cammino, mettersi nelle Sue mani e leggere gli avvenimenti alla luce di un disegno d’Amore che Dio ha accuratamente preparato per ciascuno di noi.
Padre Marcello ci ricorda che siamo una Missione su questa terra, marchiati a fuoco da tale Missione che non può rappresentare solo una parte della nostra vita, ma deve coincidere con il nostro stesso essere e che ci porta alla consapevolezza che l’incontro con Dio è un incontro d’Amore, è un incontro che porta alla sequela e ci rende fiumi d’acqua viva, sorgente per l’altro. Ciò che scaturisce da questo incontro è un ancor più forte desiderio di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, alleviare, liberare e guarire.
Il missionario è colui che ha conosciuto l’Amore di Dio, è colui che ha sperimentato con tutta la sua umanità l’esperienza di essere amato realmente e gratuitamente. Proprio in virtù di ciò testimonierà con tutta la sua vita la bellezza della sequela e la gioia di lasciare tutto per andare verso la porta stretta, con la certezza che una volta attraversata questa porta troverà come immensa ricompensa il grande mare dell’Amore di Dio.
La sclerocardia in cui siamo immersi nella nostra vita quotidiana, conclude Padre Marcello, ci porta a mettere noi stessi al primo posto, a cercare personali riconoscimenti, a difendere il nostro punto di vista, a rimanere ancorati ai nostri schemi, senza sentirci più popolo. Così facendo ci allontaniamo sempre di più da una carità concreta e generosa.
Apriamo il cuore perchè accada l’esperienza dell’abbraccio rigenerante, un abbraccio che trasforma le nostre profonde ferite in feritoie all’interno delle quali Gesù Cristo può entrare e alleviare il dolore.
Per essere Missione, lasciamo quindi che Dio ci contempli, cambiamo sguardo, non ci accontentiamo, attingiamo dal Suo Amore, cerchiamo di avere uno sguardo di fede sulla realtà che viviamo, lasciamo che il nostro caos sia “abitato” dal Mistero e sarà il Mistero stesso a darci le risposte.
Deo Gratias
Francesca Cirese       

Possano davvero queste giornate essere state un punto di partenza o una continuazione del cammino alla scoperta del nostro ESSERE missione ogni giorno!


Convegno Giovani

Giornate di riflessione su Giovani e Vita Consacrata alla Piccola Casa di Torino nei giorni 4-5-6 ottobre 2019.
La Chiesa, nel recente Sinodo dei Vescovi su “Giovani, fede e discernimento” si è fortemente interrogata sulla realtà giovanile e Papa Francesco nell’Esortazione apostolica “Christus Vivit” invita le Comunità ecclesiali, religiose e associative a compiere un ulteriore passo in avanti nell’ascolto dei giovani e a rivolgersi a loro con parole di speranza, di fiducia e di consolazione.


La nostra Congregazione desidera accogliere le provocazioni emerse dal lavoro sinodale per:

  • Riflettere insieme sulla condizione giovanile attuale
  • Trovare nuove strade che permettano di avviare nuovi processi su come ravvivare la fede e come consegnare il Vangelo ai giovani di questo tempo
  • Interrogarsi su come trasmettere ai giovani la bellezza del messaggio dell’amore di Dio che trova nell’esperienza di San Giuseppe B. Cottolengo e della Piccola Casa una concreta ed attuale espressione
  • Lasciarci provocare dai giovani per intercettare i loro sogni ed imparare i nuovi linguaggi con cui i giovani esprimono il proprio vissuto.

Questo è un compito comune, che richiede di valorizzare le sensibilità di tutti e cercare poi delle sintesi: ecco il perché di queste giornate a cui sono invitati i religiosi cottolenghini e i giovani che incontriamo nelle diverse nostre presenze.
Insieme a Papa Francesco vogliamo gridare ai giovani che Cristo è vivo e desideriamo che i giovani stessi siano i protagonisti del proprio cammino di crescita umana e spirituale, della propria gioia!
Il Vangelo dell’amore di Cristo che è stato ed è la forza che ha fatto nascere e fa andare avanti questa opera di Vangelo che è la Piccola Casa, ci interpella su come aiutare le persone che accogliamo, che incontriamo e ci incontrano ad abbracciare il futuro con speranza, aiutandoli a riconoscere il senso vocazionale della propria vita.


Festa al monastero Sacro Cuore

25 anni fa, precisamente nel 1994, il Monastero cottolenghino “Sacro Cuore”, dalla Piccola Casa di Torino si trasferiva a Manziana. 

Un fatto simile era successo al nostro Santo fondatore quando fu costretto, dalle Autorità di allora, a chiudere le piccole stanzette del “Deposito de’ poveri infermi del Corpus Domini”, più tardi chiamato “Ospedaletto della Volta Rossa”, sito in Via Palazzo di Città, a Torino, dove accoglieva i malati che non trovavano posto negli altri ospedali.

Dopo la chiusura forzata dell’ “Ospedaletto”, Giuseppe Cottolengo non si scoraggiò e sempre a Torino, in zona Valdocco (l’attuale sede centrale), diede inizio alla “Piccola Casa della Divina Provvidenza”. Acquistò alcuni locali per ospitare nuovi malati e, ogni volta che se ne presentava la necessità, accolse le persone bisognose creando locali appositi, senza pensare assolutamente alla disponibilità di risorse per sostenerle, ma confidando solo nella Divina Provvidenza.

Giuseppe Cottolengo era nato a Bra (CN) e da buon braidese, sapeva che i cavoli per crescere bene vanno trapiantati…e ,infatti, la Piccola Casa è cresciuta non solo in Torino, ma in Italia e nel mondo.

Ed ecco che la storia si ripete a conferma che “Bisogna confidare e confidar sempre in Dio: e se Dio risponde colla sua Divina Provvidenza alla confidenza ordinaria, a chi straordinariamente confida, straordinariamente pure provvede”(Detti e Pensieri n. 41).

Anche il nostro Monastero, dopo le difficoltà iniziali e la sofferenza per l’allontanamento dalla Casa Madre di Torino, ha visto la nascita di nuovi germogli e speranze. Le Sorelle hanno vissuto questi anni e vivono tutt’ora nell’impegno di entrare nel cuore della gente, entrando nel cuore di Dio, facendosi “intercessori” presso il Padre.

Si, la presenza in questi 25 anni delle nostre Sorelle è stata benedetta dall’affetto di tante persone che in questa ricorrenza si sono strette attorno alle nostre Sorelle nella preghiera Eucaristica di lode e di ringraziamento, dal dono di nuove vocazioni, ma soprattutto come loro stesse hanno detto:

“Questi anni li abbiamo vissuti nel servizio di preghiera e di lode continua a Dio per il bene della Chiesa e dell’umanità. Al Signore, per intercessione di San Giuseppe Cottolengo, chiediamo di continuare a scrivere con la nostra vita, pagine di santità e di rimanere fedeli, nel quotidiano, all’ideale contemplativo voluto dal nostro santo Fondatore, così da essere il cuore orante della Chiesa, della Piccola Casa, della Diocesi di Roma e della Parrocchia di Manziana. Deo gratias a tutti coloro che hanno creduto nella nostra vocazione di intercessione, consegnadoci il loro cuore, le gioie, le sofferenze, insieme alle intenzioni di preghiera e di aiuto da presentare al Signore.”.

La Comunità si è preparata a vivere questa giornata di ringraziamento con un Triduo e con la Celebrazione eucaristica presieduta dal Padre della Piccola Casa , don Carmine Arice, alla presenza della Madre Generale delle Suore di San Giuseppe B. Cottolengo, Madre Elda Pezzuto. 

La ricorrenza è stata motivo per allestire una Mostra con foto che narrano la storia della Comunità.

Deo gratias!


20 giugno 1959 – 2019

Category : Vita di famiglia

Auguri, cara e bella Famiglia religiosa… Auguri per i tuoi 60 anni di approvazione pontificia.

Fare memoria di questo evento di Grazia vuol dire riconoscere la bellezza, la vitalità e l’attualità del nostro Carisma; significa impegnarci a camminare sulla strada già percorsa da San G. Cottolengo e che la Chiesa ha riconosciuto come Via alla santità; significa acclamare all’Amore provvido di Dio Padre e “narrare la Sua gloria” (Sl 19).

Significa ricordare, con animo orante e grato, tutte le Sorelle cottolenghine di Vita Apostolica e Contemplativa che hanno vissuto il Carisma di San G. B. Cottolengo ancora prima di tale evento e di coloro che si sono adoperate per il raggiungimento di tale riconoscimento: i loro nomi e volti, riportati negli annali della nostra Famiglia religiosa e di cui facciamo cara memoria, sono scritti nel cuore di Dio.

La nostra storia ha una ricchezza di fede, speranza e carità perchè nata dal cuore, aperto alla Grazia di Dio e al grido dell’umanità sofferente, del nostro Padre Fondatore; una storia che continua grazie al “Si” generoso di tante Sorelle che nell’oggi e nei diversi Continenti in cui siamo presenti, vivono con decisione e passione lo stesso Carisma, da giovani che si aprono a questa scelta attratti sempre dal “Caritas Christi urget nos” e da Laici che, conquistati dalla nostra spiritualità, si impegnano a testimoniarla là dove vivono ed operano.

Dopo 185 anni di fondazione e 60 anni di approvazione pontificia, siamo ancora a cantare il cottolenghino Deo Gratias perché riconosciamo che tutto è opera di Dio. Con Maria eleviamo il nostro Magnificat e al Signore, per intercessione del nostro Fondatore, chiediamo che la freschezza che viene dal senso vivo della grandezza di ciò che ci è stato donato all’inizio, ci sostenga per vivere l’oggi con passione, aperte a ciò che la Divina Provvidenza ha ancora in serbo per noi sue Figlie. Deo Gratias!


La Vergine di Oropa pellegrina…

Category : Vita di famiglia

Madre Elda e Padre Carmine si sono recati in visita alla Piccola Casa di Biella, per pregare la Vergine di Oropa in occasione della sosta del suo pellegrinaggio in terra biellese.

Nella Chiesa gremita di gente biellese, degli anziani e disabili residenti al Cottolengo e di un bel gruppo di giovani volontari della diocesi, i Superiori, con tutti i cottolenghini in Biella hanno pregato e affidato la Chiesa e la Piccola Casa di tutto il mondo alla sua materna protezione come sempre faceva San G.B. Cottolengo.


Madre Elda in Africa

A Nairobi, dal 7 al 10 febbraio, si è vissuto con gioia, in uno spirito di fattiva collaborazione e di sinodalità  l’incontro delle Responsabili di comunità con la Superiora della Delegazione Africa, sr Loredana, Madre Elda, la Vice Madre sr Mirella e la Consigliera sr Luisa.

Sono stati giorni di Formazione e approfondimento sul tema dedicato al Servizio di Autorità, di confronto e verifica sulle linee guida della Delegazione  e ulteriore programmazione.

Hanno partecipato le responsabili delle comunità del Kenya di:

Nairobi  (Madre Nasi) – sr Ann Gatwiri Murungi

Nairobi (Cottolengo ) – sr Agnes Muthoni

Chaaria – sr Carla Ferrero

Gatunga – sr Joan Aurelia Mwakaciu

Mukothima – sr Dorothy Muthoni Karani

Tuuru – sr Anastasia Kagendo Nkubitu

Le responsabili delle comunità in Tanzania di:

Kisarawe – sr Beatrice Karwirwa Kinoti

Vingunguti – sr Rose Nancy Igoji

Tobora – sr Mary Karimi Gitirikia

                                                                 Deo Gratias!


Coincidenza o provvidenza?

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Una Parrocchia dedicata al nostro Santo, San Giuseppe B. Cottolengo, nel cuore della Contea di Muranga, Diocesi di Nyeri, in Kenya. La sua costruzione risale al 1923. Questa bella “scoperta” è stata fatta da alcune nostre Sorelle nel mese di settembre 2018, andando in quella parrocchia per un incontro – testimonianza vocazionale.

Coincidenza o Provvidenza?

La festa parrocchiale viene celebrata il 30 aprile, festa del nostro Santo e giorno in cui tutte le realtà cottolenghine ricordano la nascita al cielo del nostro Fondatore.

Quest’anno, la festa del Santo sarà arricchita da questa nuova realtà che ci fa sentire ancora di più chiesa nella Chiesa di Dio, famiglia nella grande famiglia del Popolo di Dio.


Frase del Santo

L’allegria non ha mai guastato la santità