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La “Grazia è fatta”!

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Il 2 settembre, per la famiglia cottolenghina, è un giorno importante…è il compleanno della Piccola Casa perché si fa memoria dell’ispirazione carismatica di san Giuseppe Benedetto Cottolengo a fondare la sua opera: la Piccola Casa della Divina Provvidenza.

Quest’anno la giornata ha assunto toni particolari e mondiali perché in tutte le realtà in cui è presente il carisma di San Giuseppe B. Cottolengo, si è celebrata la giornata con momenti di preghiera particolari e con eventi importanti di cui ringraziamo la Divina Provvidenza perché sono segno della benevolenza di Dio Padre per noi, suoi figli.

India: A Chikkarasampalyam, il Vescovo di Ootakamund, Mons. Arulappan Amalraj, pone la prima pietra per la costruzione della casa delle suore. Presenti alla cerimonia la nostra Superiora Provinciale d’Asia, sr. Francisca, le sorelle della comunità e di comunità vicine e i fedeli della parrocchia in cui le nostre sorelle presteranno il loro servizio.

Nei mesi precedenti nello Stato del Tamil Nadu, era stata eretta la nuova Comunità di Periavilai. Le Sorelle svolgono la loro missione nella Scuola e nella Pastorale parrocchiale.

Ecuador: Ad Esmeraldas, il nostro sacerdote cottolenghino, Mons. Antonio Crameri, fa il suo ingresso come Vescovo del Vicariato Apostolico di Esmeraldas celebrando la prima Messa nella Cattedrale di Cristo Re.

“Pregate che sia quel pastore che non ha paura della polvere e del fango e che sa farsi compagno di cammino, lungo le strade di Esmeraldas, condividendo il sudore dei poveri, le lacrime delle madri che piangono la morte violenta di un bambino o sopportano i colpi della vita…

Quel pastore che conosce i veri problemi che affliggono i poveri, per illuminarli con la forza della Parola di Dio, e trovare una soluzione in collaborazione con le autorità politiche. Quel pastore che ama le ferite di Esmeraldas e che lotta con voce profetica per guarirle
Quel pastore che non teme l’emarginazione, i bisogni, le sofferenze…
Quel pastore che soffre e vive con i poveri e per i poveri…
Quel pastore fraterno, fratello e padre, di cui la chiesa ha tanto bisogno.
E, infine, di essere…
Quel pastore sensibile al benessere della casa comune; che non ha paura di denunciare abusi e corruzione…
Quel pastore che è voce profetica, in difesa degli ultimi, degli emarginati, degli esclusi.
Quel pastore che è combattente e insieme costruttore di comunione.
Quel pastore della “missione condivisa”.
E mentre tutto questo ti viene chiesto per me, chiedilo anche per tutto il mio presbiterio. Amen”.

E’ questa la preghiera che il neo Vescovo ha recitato affidandosi al Signore e alle preghiere del popolo di Dio che è in Esmeraldas.

Africa: In Kenya, nella Diocesi di Machakos, suffraganea dell’arcidiocesi di Nairobi, le nostre sorelle prestano il proprio servizio di pastorale presso il Santuario della Divina Misericordia e nel Dispensario con servizi rivolti a bambini e adulti disabili.

Italia: A Castelfranco di Sotto (PI), si apre una nuova presenza di servizio pastorale, mentre a Rescaldina (VA), dopo una interruzione di alcuni mesi, riprende la nostra presenza e attività pastorale.

Comunità di Castelfranco di Sotto (PI)

Per questi doni ringraziamo il Signore e preghiamo perché, attraverso queste nuove presenze, possiamo annunciare e testimoniare l’amore del Padre Provvidente a tutte le persone che avviciniamo, soprattutto ai più poveri. Deo Gratias

(Comunità di Rescaldina)


Dalle Missioni cottolenghine

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La carità operosa delle nostre Sorelle impegnate nelle missioni cottolenghine: segno e testimonianza del Caritas Christi ai fratelli e alle sorelle che vivono situazioni di fragilità e di povertà.

Dall’India

L’anno 2020 è iniziato con un evento del tutto particolare e sarà ricordato come l’anno del Covid – 19. Le ondate di questa pandemia che si sono susseguite nel corso di tutto l’anno hanno cancellato la nostra gioia e, a volte, sembrava di essere tornati al XVII secolo, al tempo del colera, al tempo del nostro Santo Cottolengo. L’India è al 2° posto per la diffusione del Covid e per il numero di morti nel mondo. La chiesa indiana ha perso tanti sacerdoti, religiose e laici e tante persone a noi care. Abbiamo trascorso l’intero anno sperando che ogni volta che arrivava un’ondata di pandemia sarebbe stata l’ultima, ma non è stato così, visto che il pericolo persiste ancora.

Ogni comunità cottolenghina in India ha avuto la propria esperienza pandemica. Infatti, la maggior parte delle nostre sorelle che prestano servizio nei collegi, nelle scuole, negli ospedali, nei centri di fisioterapia e nelle parrocchie sono state colpite direttamente o indirettamente, così come molte altre persone. Ma grazie a Dio nessuna ha avuto complicazioni ed oggi, per la grande misericordia e provvidenza di Dio, sia noi religiose come le nostre ragazze ospiti nei nostri centri per disabili sono protette da ogni pericolo, essendo vaccinate.

Nonostante la difficile situazione e le precarie situazioni di salute, siamo state vicine a molte persone maggiormente colpite e più vulnerabili.

Spinte dal bisogno e dal desiderio di fare qualcosa (Caritas Christi urget nos), abbiamo condiviso con le persone quello che avevamo; le suore con una telefonata hanno cercato di raggiungere le persone in quarantena o ricoverate in ospedale. A volte, hanno trovato difficile dare risposte a domande delle persone che, in un momento così tragico, mettevano in discussione la loro fede e la speranza in Dio, soprattutto a seguito della morte dei loro cari.

Il lockdown continuo ha distrutto il sistema economico della società indiana, ma non solo; molte persone si sono trovate a dover fare i conti con la fame e il non poter soddisfarla. La maggior parte delle persone ha perso il lavoro e ultimamente molti indiani si sono ridotti alla povertà. In questa situazione i nostri benefattori torinesi sono venuti incontro alle nostre necessità.

Un ringraziamento speciale va alla “Fondazione Cottolengo ONLUS” che, attraverso il progetto “Emergenza Covid India”, ha dato un grande aiuto nell’assistere 195 famiglie, comprese qualche nostre comunità. Attraverso questo progetto abbiamo distribuito alla gente riso, cereali, olio, diversi tipi di farine, detersivi, medicine, ecc…

Veramente la nostra gente aveva bisogno di tutto e ogni famiglia ha ricevuto con cuore gioioso e senso di gratitudine quanto veniva donato loro. E noi siamo contente di aver avuto questa possibilità di rispondere ai bisogni dei poveri attraverso le nostre 14 comunità sparse dal sud di Kaniyakuamri al nord del distretto di Jhansi.

Infine, ringraziamo Dio per la Sua continua Provvidenza che sperimentiamo ogni giorno. È facile preoccuparsi del futuro che spesso dimentichiamo il passato e quasi ignoriamo la meravigliosa realtà che, da sempre, Dio ha realizzato per il suo popolo e per la nostra Congregazione. Quindi, il modo in cui viviamo oggi è in larga misura determinato da come sappiamo far tesoro del passato e da come ci impegniamo a vivere il futuro. “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13, 8.). Continuando a confidare nella Sua Parola, andiamo avanti, “AVANTI IN DOMINO”.

La nostra Sorella, sr. Marcy, della comunità cottolenghina di Moth (India) ha ricevuto dal vescovo della Diocesi di Jhansi, di cui fa parte la comunità, l’incarico di collaborare con don Johnson Francis, direttore di Jhansi Catholic Sewa Samaj (JCSS), nella realizzazione di un “censimento” sui bisogni della popolazione che vive nella estesa regione del Bundelkhand dell’Uttar Pradesh (UP). Tale regione, costituita da sette distretti, copre un’area geografica di circa 29.000 kmq. La maggior parte dei distretti del Bundelkhand sono considerati arretrati e sottosviluppati, con diversi problemi che colpiscono la vita della gente comune come la mancanza di acqua potabile, la carenza di cibo, la deforestazione.

I programmi di azione sociale della JCSS vengono svolti nei villaggi più remoti con l’aiuto di personale impegnato, volontari e benefattori.

Sr Marcy collabora con un gruppo di laici/che, nel fare visita alla popolazione dei villaggi e rilevare i bisogni del luogo oltre che a sopperire, nell’immediato, ai loro bisogni. Tale azione si inserisce nel vasto campo di promozione e di sviluppo che la Chiesa in India svolge a favore della popolazione ed è espressione della più ampia e vasta azione svolta dalla Dottrina sociale della Chiesa cattolica.

Dall’Ecuador

Presso la Casa comunale di Cochapamba (un barrio della capitale Quito) le nostre sorelle continuano l’importante e quanto mai provvidenziale servizio di preparazione e distribuzione di borse di viveri per le famiglie indigenti.

La pandemia, infatti, ha reso più poveri chi già viveva in precarie condizioni economiche. Le nostre sorelle di Quito, grazie anche ad un buon numero di volontari distribuiscono, ogni primo lunedì del mese, tra le 100/120 borse di viveri e le famiglie che ricevono aiuto sono circa 500.


25esimo Professione

Festa al Monastero cottolenghino di Manziana (Vt)

27 aprile 1996 – 27 aprile 2021

Suor Maria Margherita della Trinità Moraschi festeggia 25 anni di Professione religiosa. 

L’intera comunità monastica si è stretta attorno alla Sorella per elevare il canto di lode e di ringraziamento al Signore per questi anni di vita, vissuti nel silenzio, nella solitudine e nella preghiera continua d’intercessione al Signore per tutti i bisogni spirituali e materiali dell’intera umanità.

«La vita di clausura, – dice sr. Maria Margherita – è semplice, si nutre solo di Dio, è una vita “sprecata”, nel senso evangelico. È una vita nascosta in Cristo, un continuo rendimento di grazie, una perenne Eucaristia, in cui ciascuna sorella, nella Chiesa, si fa voce di ogni uomo. Ricordare il 25° anniversario della mia professione religiosa è occasione per rendere grazie al Dio della vita per tutti questi  anni della sua grazia, della sua fedeltà. Quello che mi ha portata fino ad oggi è pura grazia. E la Grazia è anche quella di avere accanto le Sorelle del Monastero che come me, desiderano mettere la vita al servizio dei fratelli».

Deo Gratias !


Suor Maria Carola Venerabile

La Serva di Dio, Suor Maria Carola, è Venerabile

Il 23 novembre 2020 Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche della Serva di Dio suor Maria Carola Cecchin (al secolo Fiorina), religiosa professa della Congregazione delle suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo.

Madre Elda Pezzuto, Superiora Generale della Congregazione Suore di San Giuseppe B. Cottolengo, nell’esprimere la propria gioiae quella di tutte le Sorelle della Congregazione e della Piccola Casa della Divina Provvidenzadi cui la Congregazione è parte integrante, ringrazia il Santo Padre per questo dono che ravviva ancora di più la consapevolezza che “la chiamata alla vita consacrata cottolenghina è veramente cammino certo di santità un secolo fa come ora:essere donna nella Chiesa e donare tutta se stessa nel vivere e testimoniare l’Amore di Dio per ogni uomo e donna edessere ovunque evangelizzatrici credibili».

Suor Maria Carola fece parte di quel drappello di Suore cottolenghine partite per andare in aiuto ai padri della Consolata in terra d’Africa.

In lei è sempre stato forte il desiderio della missione.

Dopo i primi anni di professione trascorsi alla Piccola Casa di Torino in cui mostrò, da subito, il suo desiderio di amare il Signore, donandosi totalmente a tutti con generosità, tenerezza, con cuore di “sorella e madre”, di “fedele serva dei poveri, così scriveva a Padre Ferrero, successore del Cottolengo, esprimendo il suo desiderio di partire per la missione: “Il pensiero che potrò in qualche modo concorrere a far dilatare il Regno di Gesù mi riempie di riconoscenza verso di Lei e verso il Signore, io offro fin da questo momento tutta la vita mia”.

Anche in terra africana visse le sue giornate costantemente tesa ad amare il Signore e i fratelli, dicendo, più coi fatti che con la parola: “Darò a tutti le mie forze finché avrò vita e poi morirò contenta!“Sono tutte anime, sono nostre le anime di tutto il mondo,…”.

Per parlare del suo zelo, occorrerebbero volumi… Verso le persone a lei affidate, sentiva di essere non superiora, ma mamma… “Quanto lavorò! Non vi fu capanna, anche lontana che non sia stata visitata, e più volte, da lei; ma il suo prezioso compito fu il nucleo delle catecumene; quanta pazienza nell’impartire i principi della fede, nell’abituarle alla vita cristiana. E una volta cristiane era tutta di loro, giorno e notte, pronta sempre a confortarle, a far da madre ai loro bambini…”. Le visite ai villaggi, la cura ai malati occupavano le giornate… E questo con la pioggia e il sole, sempre a piedi, a contatto con gli indigeni, cercando di parlare la loro lingua. Malattie, fame, difficoltà nella corrispondenza, trasferimenti… tutto avrebbe potuto mettere a dura prova la fede, spegnere il fuoco della carità, invece nulla la ferma. La fede granitica, la carità sempre più appassionata e la certezza che “’nabônamort a pagràtut”, le dà forza e coraggio. 

L’occupazione a cui Suor M. Carola attendeva con amore erano i catechismi in Missione e a domicilio. Quale conforto provava e come si sentiva animata a nuovi sacrifici, nel poter dire: “Eccoti, Gesù, sono Tue queste anime, regna in esse sovrano!”. E in quei villaggi, dove la chiesa era ancora vuota come sentiva l’altezza della sua vocazione, il dovere di pregare il Padrone della vigna, ed il desiderio che il seme gettato germogliasse e giungesse presto a maturità! Era più che persuasa che soltanto dal lavoro della grazia dipende la conversione delle anime. “Noi lavoriamo – diceva – ci affatichiamo Gesù muove i cuori, Gesù illumina le menti; Gesù è il gran Ladro d’amore; Egli solo sa rubare, e rubare, e rubar bene…”.

Di suor Maria Carola possiamo veramente dire che ella ha saputo raggiungere un livello di santità dal volto esigente, ma affascinante, vivendo quella misura alta della santità di cui ci ha parlato l’indimenticabile Papa San Giovanni Paolo II, la santità del quotidiano, che è poi la scelta di ogni Cottolenghina.

E di tutte le consorelle cottolenghine che con lei vissero l’avventura missionaria, possiamo dire che, senza saperlo, anticiparono di molti anni quello che la Chiesa oggi, con insistenza, chiede agli Istituti religiosi e precisamente la collaborazione, la compartecipazione delle opere, degli sforzi, la comunione degli intenti e dei progetti.

Si, le nostre Sorelle in Africa seppero mettere a disposizione le loro forze di mente e di cuore, il loro “genio femminile”, collaborando con i Padri missionari di un’altra Congregazione.

Il 19 dicembre 2020, presso la Chiesa della Piccola Casa di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, Vescovo della Diocesi torinese, celebrerà una Santa Messa di ringraziamento.

«É desiderio di tutta la Piccola Casa», sottolinea ancora la Superiora generale della Congregazione delle suore del Cottolengo, «che questa Messa di ringraziamento sia celebrata e vissuta insieme alla Diocesi di Torino grazie alla quale il processo di canonizzazione ha avuto inizio». E insieme alla Chiesa universale innalziamo il nostro canto di lode…il cottolenghino Deo Gratias!

Per maggiori informazioni visita la pagina:


Commemorazione Sr Maria Carola 2020

“Se lei, perché non io?”

Il cambiamento, il rinnovamento, la conversione nascono sempre da un interrogativo, dalla capacità di porsi domande, di lasciarsi raggiungere da provocazioni…

Dalle domande nascono i desideri, le aspirazioni, i sogni e i progetti…

Le domande generano processi per intraprendere cammini e giungere a dare le giuste risposte, le possibili soluzioni….

Questa domanda dovrebbe suscitare in noi il desiderio di corrispondere al dono di Dio che è in noi, e cioè alla chiamata, personale ed unica, alla santità che, nel suo infinito e misericordioso amore, Egli ha desiderato, da sempre, per noi, per la nostra gioia, per la nostra pienezza di vita.

La nostra Sorella e Serva di Dio sr. Maria Carola Cecchin, per Grazia di Dio, ha saputo lasciarsi afferrare dalla Carità di Cristo e vivere nella Carità di Cristo, donandosi in un servizio caritatevole e materno ovunque: nella sua famiglia d’origine e nella grande famiglia religiosa cottolenghina, nelle comunità in cui ha vissuto la propria consacrazione religiosa, in Italia e soprattutto in Africa, dove era partita come missionaria e dove vi ha “speso” molti anni della sua vita.

Una santità del quotidiano, quella di sr. Maria Carola.

Era l’angelo della famiglia, delle piccole cure, delle attenzioni amorose per i fratelli e per le sorelle, sempre lieta, operosa e servizievole, attenta ad intuire ogni loro desiderio…

Alla Piccola Casa, si dona totalmente a tutti con generosità, tenerezza, con cuore di “sorella e madre”, di “fedele serva dei poveri”.Santità eroica, vissuta da lei come missionaria ovunque c’era un povero, un ammalato, un affamato, un abbandonato che chiedeva aiuto.

“Le visite ai villaggi, la cura ai malati occupavano le giornate… E questo con la pioggia e il sole, sempre a piedi, a contatto con gli indigeni, cercando di parlare la loro lingua. Malattie, fame, difficoltà nella corrispondenza, trasferimenti … tutto avrebbe potuto mettere a dura prova la fede, spegnere il fuoco della carità,  invece nulla la ferma.La fede granitica, la carità sempre più appassionata e la certezza che “’na bôna mort a pagrà  tut”,(una buona morte ripagherà di tutto) le da forza e coraggio”.

Alcune testimonianze così la tratteggiano:

– Era una donna di grande fede che sapeva trasmettere l’amore per il Signore pur nella difficoltà della lingua, sia nel catechismo che nei rapporti con la gente…

– La sua fede era nutrita dalla Parola di Dio, da solide letture e da intensa preghiera e adorazione…

– Era certa che Dio chiama tutti ad entrare nel suo progetto di salvezza. Tutte le sue fatiche le offriva al Signore per le anime, senza badare alla salute, al pericolo…

Il 6 gennaio 1899, Solennità dell’Epifania e giorno della sua Professione Religiosa, in un atto di fede e di abbandono fece al Signore questa preghiera che sembra anticipare quanto poi visse: “Che il mio corpo si consumi come questa cera, o Gesù, scompaia dopo aver tanto fatto e sofferto,  né di me resti traccia quaggiù come nulla resterà di essa! Che della mia anima, come da questo lucignolo, emani luce e calore: luce radiosa per me nella conoscenza Tua, calore infuocato per il prossimo che dovrò amare tanto da dimenticare me stessa, per poterlo beneficare, edificare e portare a Te, o Gesù, Amore mio Divino! A Te che scelgo per mia porzione nel tempo e nell’eternità”.

Sr. Maria Carola muore nel viaggio di ritorno dalla terra d’Africa e il suo corpo viene sepolto nel Mar Rosso.

Molto si può dire del cuore materno di sr. Maria Carola….per questo lasciamo alla lettura del testo in allegato che riporta l’intervento di don Paolo Boggio, sacerdote cottolenghino, nel giorno della sua Commemorazione.

Deo Gratias!

Testo della riflessione di don Paolo Boggio

Scarica qui l’audio

Per saperne di più: Presentazione Suor Maria Carola


Arrivederci in Cielo, care Sorelle!

Con commozione, profonda gratitudine e preghiera al Signore, facciamo memoria di tutte le Sorelle della nostra Congregazione che hanno concluso il cammino terreno durante i tre mesi della pandemia del coronavirus. Sentiamo forte il desiderio di celebrare la loro memoria ricordando la preziosità della loro vita consacrata cottolenghina, donata e consumata per Dio e per i Poveri, fino al sacrificio della vita, compiuto nel silenzio e nella solitudine di quei tempestosi giorni del diffondersi del contagio nelle nostre comunità.
In spirito di forte comunione, di vera fraternità, di grande riconoscenza e di intensa preghiera, sentiamoci unite tra il Cielo e la terra come unica Congregazione che, insieme alla Piccola Casa, eleva a Dio il suo Deo gratias per queste nostre care Sorelle, in particolare per la carissima Madre Caterina Ternavasio, ricordando di ciascuna di loro la bellezza della loro consacrazione e del loro essere vere figlie del Santo Cottolengo.

Madre Elda Pezzuto

Ecco i loro volti, che ora contemplano quello del Padre!


“Guardate a Lui e sarete raggianti” (Sal 34,5)


“Conosce il Signore la vita dei buoni. La loro eredità durerà per sempre” (Sal 37,18)


“Entra la figlia del re: è tutta splendore, tessuto d’oro è il suo vestito” (Sal 45,14)


La Bellezza del nostro Incontro

Anche il nostro Santo, dal cielo, ha sicuramente pensato che quest’anno non ci sarebbe stata nessuna festa per lui.…Del resto egli stesso, conoscendolo, non avrebbe avanzato nessun desiderio, impegnato ad ascoltare le preghiere di tutti i suoi figli, ad intercedere per loro presso il Padre buono e
provvidente…quel Padre che ci ha insegnato ad amare, ad invocare sempre, specie nei momenti difficili come quello che stiamo vivendo …..
La gioia di sapere che, nonostante le fatiche del momento, i suoi figli e le sue figlie spirituali, ma soprattutto i suoi “padroni” e le sue “perle”, cioè gli anziani, i poveri e le persone fragili accolte nelle diverse Case Cottolengo in Italia e nel mondo, sono trattati bene, stanno bene, …questo lo ricompensa già di tutto, è motivo di gioia grande….

Ma come si sa, non si “vuole bene” solo con la presenza e la vicinanza, …ci sono tanti e altri atteggiamenti con cui possiamo esprimere l’affetto, la gratitudine, la stima….e questo tempo così difficile e strano di pandemia lo dimostra. Non potendosi incontrare, la creatività dell’amore non ha comunque fermato l’entusiasmo dei giovani, degli amici e dei volontari della Famiglia cottolenghina e di quanti, fatto proprio il suo messaggio, hanno pensato comunque di far festa al Santo e testimoniarGli quanto la sua vita di fede, di speranza e carità sia importante per la loro esistenza.

Ed ecco quanto sono riusciti a”mettere in piedi” mobilitando l’universo mondo, ma…..che bellezza, che entusiasmo….e il Santo dal cielo gioisce e benedice.


Il pellegrinaggio della reliquia è partito…

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La peregrinazione è iniziata venerdì 17 gennaio dalla Chiesa Grande della Piccola Casa di Torino (via Cottolengo 12) con una celebrazione eucaristica alle 17 presieduta dal padre generale don Carmine Arice e terminerà il 17 gennaio 2021 a Roma.

Continua a leggere, per informazioni e aggiornamenti, su www.cottolengo.org


“Custodite dall’Amore per adorare e servire…” – Provincia Torino –

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Continua l’ascolto delle sorelle da parte di Madre Elda e delle consigliere nelle comunità della Provincia di Torino.

Cuneo-Paschera, Celle

Anche se molto tempo lo trascorriamo “in casa”, siamo sempre una comunità in uscita perché tante persone vengono ogni giorno per visitare i loro parenti….A loro diamo un sorriso, l’accoglienza semplice e cordiale, una parola di conforto e un consiglio, il tempo per il dialogo e l’ascolto.

Nell’anzianità è importante riconoscere il valore della preghiera per gli altri, così come l’offerta delle sofferenze, delle fatiche e continuare il dono di noi stesse a Dio.

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1° incontro a Torino (Mappano, Cuorgnè, Alba, Bra, Giaveno, S. Vincent, Orbassano, Brusasco, Casa Miriam, S. Pietro, Casa Emmaus, Madonna delle Grazie, Casa Betania)

Il bisogno maggiormente sentito oggi è sicuramente l’ascolto. Con i parenti che vengono a visitare i loro cari, abbiamo un vasto campo di evangelizzazione.

Parliamo di come trasmettere lo “stile” cottolenghino ai nostri collaboratori… non imponiamoci in modo forte su aspetti banali e marginali, trascurando invece ciò che è essenziale e se facciamo qualche servizio, facciamolo con stile cottolenghino che si veda, …si trasmette anche e soprattutto per osmosi.

Sono “orgogliosa” di essere anziana…vengono meno gli spazi di servizio, ma sono sempre suora cottolenghina. La testimonianza di una suora cottolenghina è sempre comunicazione del Vangelo di Carità…Vivo una realtà diversa, limitata, ma non limitante…. ho nel cuore il desiderio che la forza creativa e la vitalità profetica del nostro Carisma si sviluppi sempre più.

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Biella

Sacrificare l’essere efficaci per essere efficienti non è la nostra missione….noi evangelizziamo attraverso ciò che siamo.

La realtà del Monastero è un valore aggiunto alla nostra presenza e testimonianza in terra biellese. Molte persone si recano in Monastero per trovare consolazione e conforto nella preghiera e nell’ascolto che ricevono dalle nostre Sorelle claustrali.

Gli operatori laici sono importanti nelle nostre case …

Come noi religiose/i, anche i nostri dipendenti e collaboratori hanno bisogno di formazione, anche se ciò è difficile a causa del repentino avvicendamento del personale.

Le nostre stesse Sorelle anziane ed inferme sono tra coloro che hanno più bisogno di essere ascoltate; hanno bisogno di qualcuno che stia loro vicino.

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Comunità SS. Trinità

Ci è chiesto, nel nostro servizio, una diversa e per certi aspetti nuova  modalità di presenza; non dobbiamo essere preoccupate  del successo, non possiamo più pensarci “padrone” del servizio; il nostro successo è la testimonianza di perdono, di misericordia, di pazienza, di stare insieme volendoci bene e volendo bene.

Non sempre il personale è attento alle esigenze spirituali delle Sorelle malate…; spesso prevale l’espletamento dei servizi più che l’attenzione al fatto che c’è la preghiera, la S. Messa…, ma forse non sono stati neanche stati ben informati.

Ringrazio il Signore per tutto ciò che ho ricevuto nel passato e che ricevo ancora oggi; Lui mi aiuta e io sento che mi accompagna ….

A volte ci sono delle difficoltà che offro unita al Signore e così, in Cristo, partecipo alla salvezza del mondo.

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Moncalieri

Dai laici io sto imparando molto… apprezzo la loro pazienza nel rispettare i tempi di movimento di ciascuna delle sorelle anziane e l’impegno che mostrano nel soddisfare i loro piccoli o grandi bisogni.

Anche se anziana, posso fare ancora qualche piccolo servizio alle Sorelle più malate di me che sono Gesù…poi la preghiera è la mia missione ed è la forza per prepararmi all’unica cosa essenziale: l’incontro con Gesù.

Ho sofferto a lasciare il servizio, ma qui posso continuare ad amare, pregare e offrire: questa è la missione che vivo oggi con Gesù.

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Chieri

Ringrazio il Signore che mi chiama all’esperienza dell’anzianità e del vivere con le Sorelle ammalate.

Io sono serena e mi trovo bene in questa comunità….. Siamo Sorelle anziane….la nostra è una comunità che prega e le Sorelle mi aiutano a pregare.

La mia missione è fare qualsiasi piccola cosa, anche solo un sorriso.

Io sono contenta dei laici che ci aiutano e ci servono…Sono gentili, mi salutano sempre e bene….Anche loro sono contente di stare con noi suore.

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Pinerolo, Pinasca, Barge e Sanfront

È difficile andare a riposo… personalmente mi è costato molto …vivo la preghiera ed offro.

Sono una Suora in uscita attraverso la preghiera per tutti …le mie consorelle mi insegnano tanto: la pazienza, il sacrificio.

Dobbiamo avere una visione ottimista, in confidente abbandono alla Provvidenza Divina. Noi sorelle anziane non siamo inutili. Per noi la missione continua con una nuova modalità di amare i poveri.

È importante la formazione sia professionale che carismatica dei laici.

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Casa Betania

Voglio ringraziare il Signore per questo tempo di “calma”…prima ero sempre di corsa, ora mi è data la possibilità di poter coltivare maggiormente le relazioni con le Sorelle e con il Signore, nella preghiera.

Ringrazio il Signore che mi ha chiamata a servirlo nei poveri. Ho sempre lavorato bene con tutte le Consorelle, i volontari e i laici…ho sempre rispettato la loro persona e il loro ruolo.

Io devo ancora prepararmi ad accettare l’inattività perché spesso penso ai poveri …e mi mancano. Poi ringrazio il Signore per questo tempo che mi dona perché io passi dal fare all’essere e prepararmi all’incontro con Lui.

Nella vita di ognuno ci sono alti e bassi, ma mi sono sempre trovata a cantare il Te Deum perché la mia vita non l’ho programmata io, ma il Signore: è Lui che la porta avanti e io mi fido di Lui.

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Madonna delle Grazie

La nostra testimonianza è fatta di gesti quotidiani e semplici: lo stare accanto ai malati per ascoltarli e portare loro la consolazione di Gesù, dare indicazioni e accompagnare il paziente all’ambulatorio richiesto…è il nostro essere presenza.

Il rispetto delle leggi ci aiuta anche a rendere concreto il Carisma…ci aiutano a metter al centro la persona.

A volte riesco a vedere il positivo, altre volte fatico a capire dove stiamo andando come Piccola Casa, come cottolenghini!

Pensandomi anziana, vorrei che si facesse qualcosa di più per le Sorelle a riposo…che abbiano attività ed interessi che li stimolino.

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Cuor di Maria, Emmaus, Cottolengo

Non sono mai andata in corsia per il ruolo, ma per essere una presenza che porta Gesù ai malati. Ciò che conta per me è vivere la carità con chi mi è accanto: le sorelle e i poveri.

Il grido del povero nella Piccola Casa è quello di Gesù Eucarestia nel tabernacolo che è spesso solo. Lui ci dice”venite a me voi che siete affaticati ed oppressi”.

Come ascolto il grido del povero? Cerco di rispondere da sola ai loro bisogni senza collaborare con Dio? Li porto a Gesù?

Per essere una suora cottolenghina non serve il ruolo, serve l’essere sorella e madre, serve la capacità di relazione. La Piccola Casa è di coloro che l’abitano: i poveri, i religiosi e i laici.

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Madre Nasi

Sento che le forze diminuiscono, ma ciò che resta importante è il valore della consacrazione che non è fare, ma essere.

È importante avvicinarci ai fratelli, specie ai malati, con umanità perché la sofferenza trova senso solo se accompagnata. La sofferenza non è mai vana e attraverso vie sofferte e molto personali alcuni cercano e trovano la fede.

La presenza nei reparti accanto agli ospiti e alle sorelle anziane è importante e preziosa.

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Annunziata

La Piccola Casa dovrebbe aprirsi anche alla cura delle malattie mentali.

Quando ascolto i bisogni degli ospiti, quando li accompagno nell’ultimo tratta di vita e con loro i propri parenti, vivo il mio essere “in uscita”.

Comunità Cottolengo

“Essere in uscita” vuol dire, per me, vivere in uscita da me stessa, uscire dai miei comodi, andare verso gli altri, cercare il loro bene.

Porto nel cuore una domanda: come Congregazione andiamo di più verso la gestione delle opere o verso la vitalità della spiritualità cottolenghina? Non abbiamo molti religiosi preparati per certi ruoli di direzione e a fronte dei tanti laici che collaborano con noi nelle nostre opere è importante che siamo carismaticamente e spiritualmente preparate per trasmettere loro un solido fondamento carismatico.

Auspico una sempre maggiore collaborazione tra religiosi, laici e tra le diverse Direzioni per discernere le risposte da dare alle nuove sfide.

Sento che dobbiamo prenderci maggior cura dei nostri volontari…Anche per loro sta avvenendo un processo di cambiamento sul loro essere presenti accanto ai nostri ospiti ed hanno bisogno di essere accompagnati e sostenuti.

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2° incontro a Torino (Viù, Alba, Bra, S. Vincent, Casa Betania, Casa Esercizi, Annunziata, Casa Formazione)

Sono contenta del servizio che la Provvidenza mi ha dato…cerco di vedere nelle persone povere la bellezza che sono e Gesù che è in loro.

La Provvidenza mi ha chiesto di andare in parrocchia. Sto vivendo una bella esperienza di chiesa e di evangelizzazione…la gente ha bisogno di vedere che le suore ci sono ancora ….

Queste giornate per me sono un richiamo a rivedere il mio servizio verso i poveri che per me sono le sorelle anziane…per loro basta un sorriso, un saluto, una attenzione. – Il Carisma cottolenghino è vivo …dentro di noi c’è una lampada accesa. La Piccola Casa sta rispondendo a varie emergenze: quella abitativa, educativa….I laici che sono con noi da tempo riconoscono la significatività dei religiosi…chi è nuovo va accompagnato, bisogna “prendersene cura”. La presenza di una sorella in una corsia, in struttura è importante per custodire il carisma


Gordevio

La nostra comunità, con i suoi limiti, è attenta ed aperta al bisogno di coloro che sono ospitati o che frequentano la Casa. Anche in questo territorio svizzero, la nostra presenza è testimonianza di amore per i più poveri e si impegna perché questo sia sempre più il criterio che orienta le scelte.

La collaborazione con i laici, a Gordevio, non è difficile e questo per merito del grande impegno profuso già negli anni passati per la formazione del personale e delle suore che, a vario titolo, vi hanno operano e vi operano.

Per noi, Sorelle anziane, è importante che gradatamente assumiamo la “missione” che meglio ci compete: quella dei piccoli gesti come lo stare accanto ai nostri anziani ricoverati, fare loro compagnia, aiuto nella Catechesi, maggior tempo di preghiera personale …..Questa missione dei piccoli gesti fa sentire bene i nostri ospiti, ma anche noi perché ci rende partecipi, seppure in modo diverso, della vita della Casa e ci permette di continuare ad amare col dono di noi stesse.


Madre Elda augura buon anno!

Category : Vita di famiglia

Carissime sorelle e carissimi fratelli della Famiglia carismatica cottolenghina,
mentre il cuore di noi membri della Famiglia cottolenghina è ancora traboccante di gratitudine a Dio Padre per l’anno terminato denso di grazie e di benefici, tutto dono della Divina Provvidenza, il nostro animo dà accoglienza all’Anno Nuovo 2020 con speranza, fiducia, gioia e pace! Deo gratias! Continua a leggere…


Frase del Santo

Fate la carità, ma fatela con entusiasmo!